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Draghi rimane accomodante

La politica monetaria per ora non cambia, ma la Bce farà tutto quello che va fatto.

di IntesaSanPaolo |

Da seguire:

  • Giappone - A luglio il PMI manifatturiero è salito da 48,1 a 49,0, con rialzi di produzione e nuovi ordini. Le prospettive dell’economia giapponese sono di probabile stagnazione nel 2° trimestre e di crescita debole nella seconda metà dell’anno, in attesa di interventi di politica economica espansiva. Il governo dovrebbe annunciare un ampio pacchetto di stimolo fiscale entro la fine del mese. Nelle scorse settimane la dimensione delle misure espansive era indicata intorno a 10 tln di yen (2% del PIL). Il Nikkei riporta oggi che in Ministero delle Finanze avrebbe segnalato che il pacchetto potrebbe essere compreso fra 20 e 30 tln di yen (4-6% del PIL), se includerà misure fuori budget e garanzie governative. Un portavoce del Komeito (secondo partito della coalizione di governo) ha detto che non è stata definita una dimensione per l’intervento e non si prevede che vengano emesse obbligazioni speciali per il finanziamento del deficit. Fra le misure attese dovrebbero esserci voucher per i consumatori mirati a spingere la spesa personale.

Area Euro

  • Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare un calo del PMI composito a luglio a 52,8 da 53,1. Il PMI manifatturiero è atteso ritracciare parte dell’aumento di giugno e calare a 52,5 da 52,8. Sarà interessante la tendenza degli indicatori di domanda estera. L’indice per i servizi è visto, invece, stabile dopo il calo del mese precedente a 52,8. L’indice PMI servizi tedesco è visto fermo a 53,7, mentre quello francese potrebbe recuperare a 50,3 da 49,9. Nella prima metà dell’anno il livello medio dell’indice composito è rimasto pressoché stabile a 53,1.
  • L’indagine BCE dei previsori ufficiali darà indicazioni sulle attese di inflazione di medio periodo, che nelle ultime due edizioni erano ferme all’1,8% nonostante gli interventi di politica monetaria; l’indagine è stata condotta dopo il voto inglese e quindi incorporerà una prima valutazione degli effetti su crescita e inflazione.

Ieri sui mercati

  • La riunione BCE è stata un non-evento, come previsto. Qualche impatto sembra esserci stato sugli indici obbligazionari, con un restringimento degli spread sui subordinati finanziari che potrebbe essere stato ispirato dalle dichiarazioni sull’utilità, in certe circostanze, di un intervento pubblico.  Chiusura in marginale rialzo per i listini azionari europei. Irrilevanti i movimenti dell’euro. Rendimenti in discesa sul mercato degli UST, probabilmente da interpretarsi più come un assestamento dopo i rialzi degli ultimi giorni che come una reazione ai dati economici.

Area euro

  • L’indicatore di fiducia INSEE per il comparto manifatturiero migliora a luglio a 103 da 102, suggerendo che per ora il morale del manifatturiero francese non è stato intaccato dall’esito del referendum inglese. Da inizio anno il livello medio dell’indice oscilla attorno a 103, al di sopra della media di lungo periodo e rimane coerente con un moderato avanzamento dell’attività nella parte centrale dell’anno.

BCE – una riunione interlocutoria, che non esclude interventi a settembre

Come atteso, la BCE ha lasciato la politica monetaria invariata alla riunione di luglio. Il comunicato e la conferenza stampa hanno riaffermato la retorica ampiamente accomodante e “la volontà, disponibilità e capacità della BCE di agire con tutti gli strumenti previsti dal mandato, se necessario”. Nel complesso, la valutazione dei rischi per lo scenario macro rimane verso il basso ma né il comunicato né le dichiarazioni di Draghi hanno evidenziato un significativo peggioramento rispetto a giugno. 

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 16 luglio sono circa stabili a 253 mila, da 254 mila della settimana precedente, e si mantengono su livelli record dal 1973. I dati si riferiscono alla settimana di rilevazione dell’employment report di luglio e segnalano che il mercato del lavoro è in ottima salute, con l’aspettativa che le informazioni su occupati e disoccupazione siano ampiamente positive.

L’indice della Philadelphia Fed a luglio corregge a -2,9 da 4,7 di giugno. Lo spaccato dell’indagine è migliore di quanto appaia dall’indice di attività. Infatti, si registra miglioramento, con valori positivi, per i nuovi ordini (11,8 da -3), consegne (a 6,3 da -2,1), ordini inevasi (a1,9 da -12,6), tempi di consegna (a 1,3 da -8,3). Gli occupati restano  deboli ma in rialzo da giugno (a -1,6 da -10,9). Le aspettative a 6 mesi sono in rialzo a 33,7 da 29,8, con indicazioni positive da tutti i sotto-indici. Quindi i dati complessivamente confermano un quadro di stabilizzazione dell’attività, con qualche segnale di miglioramento da ordini e consegne.

Le vendite di case esistenti a giugno aumentano a 5,57 mln di unità ann., da 5,51 mln (rivisto da 5,53 mln) di maggio, contro aspettative di consenso di calo a 5,48 mln di unità ann., e toccano il massimo da febbraio 2007.