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Bce più morbida forse da settembre

Oggi riunione della Bce. Le novità sono rinviate più avanti.

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Alla prima riunione dopo il voto britannico, la BCE prenderà atto dei maggiori rischi verso il basso per la crescita e accentuerà la retorica ultra-accomodante e la guidance sugli acquisti. È poco probabile, però, che il Consiglio decida modifiche sostanziali dello stimolo monetario già a luglio: al più, la BCE potrebbe annunciare aggiustamenti tecnici ai parametri dell’APP per preparare un’eventuale estensione temporale del programma e/o un aumento dei volumi a settembre. È troppo presto per misurare l’impatto del voto inglese sull’economia reale, e la reazione di impatto della fiducia di famiglie e imprese non è necessariamente affidabile a fronte di eventi caratterizzati da sovraesposizione mediatica. Nel contempo, le ripercussioni sulle condizioni finanziarie nell’Eurozona sono state insignificanti, e nel complesso anche favorevoli. Infine, più membri del Consiglio hanno ricordato che parte dello stimolo annunciato a marzo deve essere ancora attivato tramite i maggiori acquisti e prossime TLTRO II.
  • Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è atteso risalire a 103 a luglio da 102. Nel mese si dovrebbe vedere una leggera progressione dell’attività e un nuovo miglioramento della produzione attesa. L’indice viaggia ora stabilmente al di sopra della media di lungo periodo ed è coerente con una moderata espansione della produzione manifatturiera nella parte centrale dell’anno.

Stati Uniti

  • L’indice della Philadelphia Fed a luglio dovrebbe aumentare marginalmente a 5,6, da 4,7 di luglio. L’ISM di giugno è stato generalmente molto positivo, con indicazioni di ripresa di produzione e ordini. A giugno il Philly Fed era stato misto, con dati deboli da ordini e consegne, mentre gli indici a 6 mesi sono rimasti su livelli ampiamente espansivi. Le indagini di luglio dovrebbero dare segnali di stabilizzazione dell’attività nel comparto.
  • Le vendite di case esistenti sono previste in calo a giugno a 5,45 mln ann., da 5,53 mln di maggio. I contratti di compravendita ad aprile sono stati in forte aumento ma hanno svoltato verso il basso a maggio e segnalano che il trend delle vendite potrebbe subire un ridimensionamento a giugno.

Ieri sui mercati

  • Area euro - La stima flash mostra che l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è calato a luglio a -7,9 da -7,2. In media trimestrale l’indice era passato da -8,2 del primo trimestre a -7,8 nel secondo, e quindi il dato di luglio non può considerarsi particolarmente negativo. L’indice rimane al di sopra del livello di lungo periodo.
  • Il dollaro è salito contro yen (106,7 ieri, oltre quota 107 questa mattina), toccando il massimo da marzo come cambio effettivo. Il movimento è associato a una modesta risalita delle aspettative sui tassi di interesse, che tornano a scontare una probabilità non marginale di rialzo dei tassi entro fine anno.
  • Si rafforza la sterlina, scambiata sopra 1,3200 dollari. Il cambio trae giovamento dall’evidenza che il referendum non ha causato quel repentino rallentamento dell’economia che molte analisi pronosticavano fin dal terzo trimestre. Secondo l’indagine congiunturale della Bank of England, “l’incertezza fra le imprese è salita significativamente”, ma per ora prevale l’attitudine “di continuare come al solito” e “non c’è alcuna chiara evidenza di un violento e generalizzato rallentamento dell’attività”. “Una maggioranza di imprese non si attende un impatto di breve termine sui loro investimenti o sui piani di assunzione”, anche se “circa un terzo pensa che ci sarà un qualche impatto negativo nell’arco dei prossimi 12 mesi”. “Ci sono scarse prove di un qualsivoglia impatto sulla spesa dei consumatori in servizi e beni non-durevoli”, anche se vi sono notizie di “una maggiore esitazione sugli acquisti di beni di alto valore unitario”. Le condizioni creditizie sono giudicate dalle imprese un po’ più restrittive, anche se non c’è evidenza di una minore propensione delle banche a prestare.