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Secondo trimestre fiacco in Europa

L'inflazione rallenta. Giovedì riunione Bce.

di Cassa Lombarda |

“Poche crescite, tante attese ma anche disordini (attentati e tentati golpe)”

- Eurozona: “segnali di moderazione” – Il rallentamento della produzione industriale, seppure positivo, determinerà un contributo al Pil del 2° trimestre inferiore a quello del 1°. L’inflazione decelera come da attese e resta lontana dal 2% target della Bce mentre il surplus della bilancia commerciale cala, a conferma del rallentamento del ciclo globale. Si tratta di segnali che reiterano la necessità della politica monetaria espansiva della Bce. In settimana, da monitorare i possibili cali di vari indicatori di fiducia e il meeting Bce da cui non ci si attendono mosse immediate ma la conferma di essere pronta a intervenire se necessario. Oggi i ministri degli esteri dell’Unione Europea si incontrano a Bruxelles per discutere di Brexit ma anche di sicurezza.

- USA: “conferme di un buon 2° trimestre” – Il miglioramento moderato delle attese delle piccole imprese indica una riduzione delle recenti incertezze sull’economia. Le vendite in aumento più delle scorte riducono il ratio scorte/vendite e attenuano i futuri impatti riduttivi sulla nuova produzione, anche se i valori rimangono elevati. Il mercato del lavoro si conferma solido, nonostante un fisiologico calo dei posti vacanti, a vantaggio del benessere dei consumatori con conseguente crescita delle vendite. Tuttavia, la fiducia prospettica dei consumatori, raccolta con interviste nei giorni successivi alla Brexit, mostra un ridimensionamento dai valori massimi conseguente al temuto impatto sulla ricchezza dovuto al calo dei mercati nei giorni successivi al referendum e alla crescita dell’aspettativa di inflazione a un anno nella convinzione dell’estensione di politiche monetarie espansive in reazione alle conseguenze della Brexit. I prezzi alla produzione registrano una buona accelerazione m/m, anche se il valore a/a è ancora basso, come del resto il Cpi che riflette però "beni" quasi in deflazione e "servizi" che crescentemente risentono di montanti pressioni salariali, monitorate dalla Fed. Al momento il dollaro e il prezzo del petrolio regalano tempo. In aumento la produzione e l’utilizzo degli impianti a giugno ma i sondaggi sulla manifattura di luglio calano, a conferma della discontinuità del recupero dell’attività manifatturiera. In settimana, attese conferme dal mercato immobiliare e del lavoro e il manifatturiero in moderato miglioramento.

- UK: “BoE ferma ma impegnata” – La Bank of England ha mantenuto invariata la sua politica monetaria (tassi a 0,50% e acquisti titoli governativi a 375 miliardo di sterline: 8 voti favorevoli e solo Gertjan Vlieghe orientato a un taglio di 25bp) ma ha fornito una chiara forward guidance: la Brexit porterà a minore crescita e maggiore inflazione, che subiranno un ulteriore stima nell’Inflation Report del prossimo 4 agosto e in base ai quali il Comitato valuterà se adottare misure di stimolo addizionali più opportune. In settimana attesa inflazione in aumento con pressioni salariali ma vendite deceleranti. Oggi Martin Weale, membro della Banca d'Inghilterra, discuterà degli impatti della Brexit sulla politica monetaria.

- Giappone: “economia fiacca e grandi attese in nuove manovre di Abe” – Gli ordini di macchinari m/m non riprendono e a/a registrano il calo più accentuato da fine 2014, poiché la forza dello yen, che pesa sull'export, e la debolezza della domanda interna, inducono le imprese a ridurre gli investimenti che daranno così un contributo negativo al Pil del trimestre. I PPI rinnovano la conferma di pressioni deflattive e l’indice dell’attività terziaria si conferma debole, come da attese. Tuttavia il raggiungimento della maggioranza qualificata da parte del primo ministro Shinzo Abe alla Camera Alta fa crescere i mercati sull’attesa di nuove manovre espansive vociferate in 10.000 miliardi di yen e modifiche ai piani pensionistici per indurre un aumento dei consumi.

- Brasile: “difficoltà reali” – Vendite al dettaglio in calo crescente e superiore alle attese confermano la difficoltà dell’economia reale, a prescindere dalle scommesse di ripresa dei mercati finanziari. In settimana attesa occupazione in calo, inflazione in aumento e banca centrale ferma sui tassi.

- Russia: “tentativo di ripresa” – La produzione industriale in accelerazione conferma la ripresa dalla lunga recessione. In settimana attesa un miglioramento per disoccupazione e decelerazione del calo delle vendite.

- Cina: “la crescita tiene anche se dopata” – I dati di export confermano la debolezza della domanda globale ma anche l’impatto competitivo della svalutazione valutaria che ha bilanciato, ai fini di valore interno, il calo del movimento di merci dell’export (a/a lo yuan si è svalutato del -6.72% contro Usd). I dati di import confermano la riluttanza delle imprese cinesi a investire, causata dalla debolezza della domanda, che determina una bilancia commerciale in yuan con surplus calante più delle attese. Prosegue tuttavia con successo la lenta trasformazione del modello di sviluppo da investimenti ed export a consumi e il Pil del 2° trimestre resta stabile rispetto l’attesa e temuta decelerazione. In particolare, la produzione e le vendite al dettaglio crescono rispetto all'attesa decelerazione mentre decelera la crescita degli attivi fissi. L’unico dato meno positivo è l’ulteriore espansione della leva creditizia con cui si è alimentata la crescita ma che è insostenibile nel lungo termine.