Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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La Gran Bretagna in manovra

Misure monetarie e fiscali per ridurre i danni della Brexit

di Intesasanpaolo |

Da seguire:

  • Regno Unito – La Banca d’Inghilterra dovrebbe annunciare oggi un taglio del tasso ufficiale (bank rate) da 0,50% a 0,25%. Meno sicuro è che arrivino già a luglio anche misure di stimolo creditizio e quantitativo: il governatore Carney ha già preavvisato che le riunioni di luglio e agosto dovranno essere considerate congiuntamente, il che fa pensare a una distribuzione degli annunci fra i due mesi. Inoltre, sul fronte del credit easing la Banca centrale ha già ridotto il buffer anticiclico sui requisiti di capitale da 0,5% a zero. Un altro motivo per distribuire gli annunci è che non ci sono ancora informazioni sulla reazione economica post-referendum, e che il quadro è caratterizzato da spinte tutt’altro che univoche, con il deprezzamento della sterlina e l’allentamento della politica fiscale che potrebbero in parte compensare gli effetti di un calo della fiducia ancora da valutare nella sua portata. Nella stessa direzione spinge la rapida soluzione della crisi di governo, con l’insediamento di un primo ministro moderato che non pare avere alcuna intenzione di promuovere un rapido distacco dall’UE.
  • Stati Uniti - Il PPI a giugno è atteso in rialzo di 0,3% m/m; l’indice al netto di alimentari ed energia dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m. I prezzi del commercio, che erano aumentati molto a maggio, dovrebbero stabilizzarsi a giugno. I prezzi dei servizi dovrebbero essere in aumento contenuto (+0,1% m/m).

Ieri sui mercati

Area euro

Area euro – la produzione industriale è calata di -1,2% in maggio, dopo il +1,4% di aprile. La crescita tendenziale cala a 0,5% a/a.

  • . La seconda lettura sui dati dei prezzi al consumo a giugno ha confermato la prima stima per quanto riguarda il NIC (prezzi in aumento di un decimo nel mese e inflazione in calo da -0,3% a -0,4% su base annua), mentre vi è stata una revisione al rialzo di un decimo sul dato armonizzato (da +0,1% a +0,2% m/m e da -0,3% a -0,2% a/a). La revisione ha riguardato alimentari (da 0,1% a 0,2% m/m) e abbigliamento (da -0,3% a -0,1% m/m), mentre viceversa i prezzi delle spese per la salute sono stati rivisti al ribasso (da 0,1% m/m a zero). Il dato non cambia gran che lo scenario di inflazione, che vediamo negativa ancora per qualche mese e in risalita (a 0,5% sul NIC e a 0,7% sull’armonizzato) a fine anno.
  • . La stima finale indica che i prezzi al consumo sono aumentati a giugno solo di 0,1% m/m da 0,4% m/m sull’indice nazionale e da 0,5% m/m dell’armonizzato, sulla scia del rincaro del costo dell’energia. L’inflazione ha accelerato pertanto di due decimi a 0,2% sull’indice nazionale e a 0,3% su quello armonizzato, tornando in territorio positivo dopo i livelli negativi della parte iniziale dell’anno. Anche l’indice core (al netto di alimentari, energia e tabacco) ha accelerato di un decimo a 0,5% a/a da 0,4% a/a. Ci aspettiamo che la moderata ripresa dell’inflazione prosegua nei prossimi mesi sulla scia della risalita del prezzo dell’energia.

Stati Uniti

Il Beige Book, preparato per la riunione del OMC del 27 luglio, riporta che “l’attività economica ha continuato ad espandersi a un ritmo modesto in gran parte delle aree” nel periodo fra metà maggio e fine giugno.

Kaplan (Philadelphia Fed) ha dato una valutazione complessivamente positiva dell’economia, con previsioni di crescita intorno al 2% sostenuta da rafforzamento dei consumi  e eliminazione del freno sugli investimenti energetici entro il 2017-18. Mester (Cleveland Fed), molto vicina all’estremo dei falchi nel Comitato, ha ribadito che se la Fed mantenesse i tassi troppo bassi troppo a lungo “ovviamente ci sarebbero rischi di stabilità finanziaria”. Harker (Philadelphia Fed) prevede che l’inflazione raggiunga l’obiettivo del 2% entro il 2017 e ritiene che sarebbero appropriati due rialzi dei tassi nel 2016.

I prezzi all’import a giugno aumentano di 0,2% m/m dopo +1,4% m/m di maggio. Al netto del petrolio i prezzi sono in calo di -0,3% m/m.