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La ripresina italiana

La produzione industriale di maggio attesa in crescita, dopo l'aumento di aprile.

di IntesaSanPaolo |

Area Euro

  • Italia. La produzione industriale è attesa in crescita di 0,2% m/m a maggio, in rallentamento dopo lo 0,5% m/m di aprile. Sarebbero comunque i primi due mesi di fila di aumento da oltre un anno. Su base annua, l’output crescerebbe di 8,2% a/a dal -0,3% precedente in termini grezzi, ma di un più modesto 1,8% a/a se corretto per i giorni lavorativi (che sono  stati due in più rispetto all’anno scorso). Tuttavia, il contributo dell’industria al valore aggiunto nel 2° trimestre dovrebbe essere meno decisivo che a inizio anno (stimiamo di appena un decimo). Inoltre, in base agli indicatori anticipatori la produzione potrebbe rallentare nei prossimi mesi.

I market mover della settimana

Nell’area euro, l’Ecofin è chiamato a ratificare la mancata adozione di misure correttive da parte di Spagna e Portogallo, e quindi l’avvio della procedura sanzionatoria. C’è attenzione anche per possibili sviluppi in merito al rafforzamento patrimoniale delle banche italiane in difficoltà con un intervento del settore pubblico, da concordare con le autorità europee.  Le stime finali per giugno dovrebbero confermare il ritorno dell’inflazione in territorio positivo a +0,1% nella zona euro, un lieve aumento in Germania e Francia (rispettivamente a +0,2% e +0,3%) ma una lettura stabile in Italia (a -0,3%). La produzione industriale a maggio dovrebbe calare di 0,7% m/m nell’Eurozona ma in crescita di 0,2% m/m in Italia.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di giugno dovrebbero essere frenate dal calo nel settore auto. Gli indici di prezzo a giugno dovrebbero essere in rialzo, con i prezzi all’import sempre influenzati dal prezzo del petrolio, il PPI in aumento di 0,1% m/m per l’indice core e il CPI in crescita di 0,3% m/m per l’indice headline e di 0,2% m/m per quello core. I dati dovrebbero confermare un trend di graduale e costante rialzo dell’inflazione al consumo verso l’obiettivo della Fed. L’indagine Empire a luglio dovrebbe restare in territorio moderatamente positivo e la produzione industriale di giugno dovrebbe risalire dopo la correzione di maggio.

Ieri sui mercati

  • Stati Uniti - L’employment report di giugno registra un forte rimbalzo della dinamica occupazionale dopo la delusione di maggio. Gli occupati non agricoli aumentano di 287 mila a giugno, con forte aumento nei servizi; per i due mesi precedenti la revisione è di -6 mila. La forza lavoro rimbalza (+414 mila), dopo l’ampio calo di maggio, con un conseguente aumento del tasso di partecipazione a 62,7% da 62,6%. Il tasso di disoccupazione risale a 4,9%, mentre la disoccupazione allargata cala a 9,6% (minimo da aprile 2008). Le ore lavorate crescono di 0,2% m/m. I salari orari (+0,1% m/m) restano su un trend molto moderato, ma su base annua si conferma la costante ripresa della dinamica salariale.
  • I dati occupazionali americani hanno avuto più impatto sugli indici azionari che sui mercati valutari e sui tassi. La curva UST ha registrato un marginale incremento sul tratto 2-5 anni ma una flessione sulle scadenze lunghe. Quasi invariato l’indice di cambio del dollaro. Il mercato continua a scontare tassi ufficiali invariati per tutto il 2016.
  • Forte rialzo dei mercati azionari in Giappone, dove la coalizione di governo ha ottenuto una robusta maggioranza alle elezioni per il senato.