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Moriremo grillini?

Troppo bravi a mentire e a suggestionare. Se prendono il potere, si dice, non lo molleranno più.

di Giuseppe Turani |

La domanda (“Moriremo grillini?) ha un senso e preoccupa molto. La paura nasce dal fatto che sono molto bravi nella propaganda. Se un giorno dovessero conquistare palazzo Chigi, si dice, resteranno lì per anni. Dei loro inevitabili insuccessi, daranno la colpa a tutti: agli ebrei, ai comunisti, alla signora Merkel, alle coop, agli Stati Uniti, alle sirene (ci credono), ai renziani e forse anche ai rettiliani. E saranno creduti perché sono bravissimi in questo. E quindi moriremo poveri e grillini. Un incubo.

Un’altra correte di pensiero (solo leggermente diversa) sostiene che invece non durerebbero più di sei mesi, meno di duecento giorni. Nei quali, però, riuscirebbero comunque a distruggere il paese. Dopo non ci sarebbe comunque più niente da governare, ma solo macerie su cui piegarsi a piangere, infintamente.

Contesto entrambi gli scenari.

I grillini non arriveranno a palazzo Chigi e, se mai dovesse accadere, durerebbero meno di sei mesi, molto meno. E non distruggerebbero niente.

A fare propaganda sono bravi, bravissimi, usano la menzogna come nessuno mai ha fatto nella storia. Ma quello che propongono è ridicolo. E’ roba da cultura pre-industriale, silvo-pastorale (tutti in bicicletta, tutti vegani, pannolini lavabili, ecc.), più fumisterie moderniste (sondaggi online per ogni cazzata).

Il paese però non è questa roba qui. E’ molto più avanti. Ci sono quasi 40 milioni di automobili, se ne comprano due milioni ogni anno, venti milioni di persone hanno un onesto lavoro e un onesto stipendio, magari da qualche multinazionale. Nessuno ha il minimo interesse per il ritorno a una civiltà silvo-pastorale.

Insomma, è come se un predicatore (magari un ex comico) venisse qui a dirci che bisogna tornare al baratto per liberarci della moneta e della finanza. Potrebbe anche trovare una maggioranza demente che applaude. Ma quando poi gli tocca andare dal padrone di casa con la carriola piena di formaggi e di pomodori (trovati non si sa dove) e che lui butterà nella spazzatura, sarà evidente che la moneta è stata una grande conquista. Come la civiltà nella quale viviamo rispetto a quella ell’800.

In sintesi: le persone, gli elettori, possono anche farsi abbindolare da un ex comico ignorante, ma le “cose” no. E le cose in Italia sono una struttura industriale non poi così scadente, tanti ricercatori, università, commercianti, una serie di grandi città metropolitane che non possono mettersi a vivere come un borgo di campagna (con verdure a chilometro zero).

In conclusione. Anche in caso di vittoria grillina, le fabbriche non scompariranno, le città nemmeno, i bisogni della gente nemmeno. Siamo una comunità di 60 milioni di persone che ha bisogno di essere amministrata in modo moderno. E dove da decenni nessuno lava più i pannolini dei bambini: le mamme preferiscono andare in ufficio a guadagnarsi uno stipendio e a cercare di fare carriera.

Alla fine, saranno i bisogni “moderni” della gente a sconfiggere i grillini e le loro stupidaggini.

Chi è partito anni fa da Conversano per andare a fare l’operaio o il commerciante a Torino o a Miano non ha alcuna voglia ci tornare a vivere come viveva a Conversano, come pretenderebbe un ex comico miliardario annoiato e senza patente (ritirata per omicidio colposo).

Alla fine l’Italia si rivelerà più dura dei grillini. E non moriremo grillini, così come non siamo morti democristiani.