Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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A maggio frenata anche in Francia

Il rallentamento in linea con le previsioni. Il 21 luglio riunione della Bce.

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Francia. La produzione industriale a maggio è calata in linea con le attese di -0,5% m/m da 1,2% m/m. Il calo è spiegato principalmente dalla contrazione della produzione energetica, che scende di -3,9% m/m da +0,4% m/m: la forte correzione è in buona misura dovuta agli scioperi e alle alluvioni che nel mese hanno ridotto la produzione in numerosi siti. La variazione annua rallenta pertanto a 0,5% da 1,8% (rivisto al ribasso di un decimo), lasciando la produzione industriale in rotta per un marginale avanzamento di +0,2% t/t nel secondo trimestre dopo +0,6% t/t del primo. Il contributo alla formazione del PIL sarà pertanto residuale.

Stati Uniti

  • L’employment report di giugno è il focus del mese, con una rilevanza cruciale per la direzione dei tassi USA, anche se nel brevissimo termine lo scenario della politica monetaria è dominato dalle conseguenze del referendum inglese. La previsione è di un aumento di occupati non agricoli di 175 mila e di una revisione verso l’alto dei dati dei due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 4,8%, con una possibile moderata risalita della forza lavoro. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,2% m/m. Nel complesso i dati dovrebbero confermare il proseguimento di una dinamica positiva del mercato del lavoro, con un persistente sostegno all’espansione dei consumi.

Ieri sui mercati

  • Chiusure modestamente positive sui mercati azionari europei; gli indici in USA hanno chiuso con perdite contenute, dopo una giornata debole, caratterizzata da correzioni spinte dal comparto energetico e legate al calo del prezzo del petrolio (sceso a 45,3 USD/b). L’aspettativa per l’employment report di giugno genera cautela su Wall Street. In Europa, i temi centrali sono stati la tensione relativa alle banche italiane e il parere della Commissione Europea riguardo ai deficit di Spagna e Portogallo (v. sotto). Banche italiane e politica fiscale resteranno centrali anche nei prossimi giorni, generando volatilità sui periferici.
  • I mercati obbligazionari hanno registrato correzioni sui periferici, ampliati anche dall’attività sul mercato primario (Spagna e Francia). In Italia, lieve appiattimento della curva, con rialzo più marcato sul tratto breve; decennale a 1,25%, con spread BTP-Bund in area 140 pb.
  • Sui mercati valutari, modesto recupero della sterlina. Poco variati euro (in area 1,11) e yen (100,4), che scontano una Fed ferma in attesa di riduzione della turbolenza e di informazioni macro.

Area euro

  • Focus BCE Le minute della riunione di giugno indicano che prima di Brexit la posizione era chiaramente di vigile attesa. Inutile dire che la valutazione dei rischi per lo scenario macro cambierà alla riunione del 21 luglio per effetto del voto britannico e sicuramente verrà potenziata la retorica ma non è scontato che la BCE decida di modificare lo stimolo monetario molto dipenderà dall’evoluzione dei dati e soprattutto delle condizioni finanziarie.
  • Spagna e Portogallo. La Commissione Europea ha formalmente avviato la procedura nei confronti di Spagna e Portogallo per il mancato rispetto degli obiettivi programmatici sui saldi di finanza pubblica e per non aver adottato misure efficaci. Le sanzioni potrebbero arrivare fino allo 0,2% del PIL e nel contempo potrebbe essere sospesa almeno in parte l’erogazione di fondi strutturali. I due paesi sono nel braccio correttivo del Patto di stabilità dal 2009 per disavanzi eccessivi. La proposta della Commissione si ritiene adottata se non viene respinta dal Consiglio, entro dieci giorni con maggioranza qualificata. Vi è la possibilità per gli Stati di presentare la richiesta di ridurre la multa e/o di portarla a zero. Preoccupata del delicato contesto politico e della crescente disaffezione nei confronti dell’Europa, la Commissione ha lasciato intendere che le sanzioni potrebbero essere simboliche. Lo stesso Moscovici non ha escluso che le sanzioni possano essere uguali a zero. L’ECOFIN prenderà la decisione il prossimo 12 luglio. Dal momento che è richiesta una maggioranza qualificata per rovesciare la decisione, non è poi così scontato che l’applicazione delle sanzioni verrà respinta. In tal caso, la Commissione dovrà decidere entro 20 giorni le sanzioni. Anche se non si dovesse procedere all’imposizione di un deposito infruttifero è possibile che venga sospesa almeno parte dell’erogazione fondi strutturali. Nell’attuale contesto, l’applicazione di sanzioni rischia di fomentare ancora le posizioni euroscettiche dal momento che segnalerebbe che la politica fiscale deve tornare ad essere moderatamente restrittiva.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli privati a giugno registra una variazione di 172 mila, in linea con il dato di maggio (168 mila).

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 2 luglio calano a 254 mila da 270 mila della settimana precedente. I sussidi continuano a oscillare in un intervallo vicino ai minimi dai primi anni ’70, segnalando che i licenziamenti restano su livelli molto contenuti e molto al di sotto di quanto visto nei cicli più recenti.

Regno Unito

T. May e A. Leadson sono le due candidate selezionate dai parlamentari conservatori per la posizione di segretario del partito conservatore inglese (e quindi futuro Primo Ministro). A inizio settembre, in occasione del Congresso del Partito, i membri voteranno fra le due parlamentari per nominare il nuovo Primo Ministro, che succederà a Cameron. May aveva sostenuto una posizione pro-remain nella campagna pre-referendaria, mentre Leadson era favorevole all’uscita dall’UE.

Giappone

Il 10 luglio si terranno le elezioni per il rinnovo di una parte della Camera Alta. Alla luce dei sondaggi recenti e del numero di seggi da rinnovare, lo scenario centrale è che le elezioni confermino senza problemi l’attuale maggioranza di governo (LDP+Komeito).