Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

La Germania allunga il passo

A maggio crescono le vendite al dettaglio. 

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI

 

Area Euro

Germania. Le vendite al dettaglio a maggio sono cresciute di +0,9 per cento m/m, recuperando la debolezza dei mesi precedenti. La variazione tendenziale è pressoché invariata a 2,6 per cento a/a. I fondamentali per i consumi privati tedeschi rimangono di ampio supporto: ci aspettiamo quindi un recupero delle vendite anche a giugno.

Francia. La spesa per consumi a maggio dovrebbe leggermente aumentare (+0,2 per cento m/m da -0,1 per cento m/m); tuttavia, l’indagine sulla fiducia dei consumatori a maggio aveva indicato un netto rialzo della propensione a fare acquisti importanti. Nel mese dovrebbe proseguire il calo delle vendite di auto, stando ai dati sulle immatricolazioni; mentre il consumo di energia dovrebbe aumentare, dato che maggio è stato un mese piovoso, con le temperature medie di un grado inferiori alla media storica. L’andamento dei consumi è atteso rallentare nel secondo trimestre dopo la forte spinta del primo (+1,4 per cento t/t).

Francia. La prima stima dovrebbe mostrare che i prezzi al consumo sono aumentati di 0,1 per cento m/m da 0,4 per cento m/m sulla misura nazionale e da 0,5 per cento m/m su quella armonizzata in parte per il rallentamento della componente energia e alimentari freschi. L’inflazione è attesa accelerare di due decimi a 0,2 per cento sull’indice nazionale e a 0,3 per cento su quello armonizzato. Nel corso dell’anno il CPI risalirà progressivamente verso l’1 per cento.

Il tasso di disoccupazione è atteso stabile in Germania a 6,1 per cento a giugno, un minimo assoluto toccato a maggio e al di sotto del livello strutturale. Ulteriori cali del tasso di disoccupazione dipenderanno dalla dinamica della forza lavoro e da quanto rapidamente mano d’opera immigrata potrà soddisfare la domanda di lavoro.

Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare i prezzi al consumo in aumento di 0,1 per centoo m/m interamente per effetto del rincaro dell’energia. L’inflazione è vista tornare a zero dopo due mesi in territorio negativo. L’inflazione core dovrebbe rimanere a 0,8 per cento. Nei mesi estivi l’inflazione Eurozona rimarrà vicina a zero e aumenti più significativi si vedranno dopo l’estate quando si attenuerà l’effetto base sfavorevole per la componente energia.

Italia. La stima preliminare dovrebbe mostrare un’inflazione invariata a -0.3 per cento a/a a giugno. I prezzi al consumo sono attesi salire di due decimi secondo l’indice NIC e di un decimo in base all’armonizzato (dopo il +0,3 per cento m/m precedente). L’energia dovrebbe aver contribuito in misura decisiva vista la risalita in corso dei prezzi dei carburanti. In prospettiva, il CPI potrebbe rimanere in territorio lievemente negativo ancora per qualche mese (verosimilmente sino a settembre); solo negli ultimi mesi del 2016 si dovrebbe vedere una risalita, che nelle nostre stime porterebbe il CPI a 0,6 per cento per fine anno.

 

Stati Uniti

Il Chicago PMI a giugno è atteso in rialzo a 51,5 da 49,3 di maggio, con segnali di stabilizzazione dell’attività nel manifatturiero e mantenimento dell’indice all’interno dell’intervallo visto nell’ultimo anno (a parte il netto calo di dicembre 2015).

 

 

IERI SUI MERCATI

 

I listini azionari europei hanno proseguito il recupero avviato martedì, con rialzi superiori al punto percentuale. Terza seduta in positivo anche per i titoli di stato della periferia europea, nonostante l’offerta in arrivo, anche se con un andamento più contrastato rispetto a inizio settimana. Spread BTP-Bund poco variato intorno a 150pb.

Sterlina in recupero a 1,34 dollari. L’euro è risalito ulteriormente a 1,1123. Marginale indebolimento dello yen sul dollaro. Netto rimbalzo delle quotazioni petrolifere, con rientro della prima scadenza future sul Brent in area $50.

Area Euro

I capi di stato e di governo dei 27 hanno dichiarato ieri che “non ci sarà nessun negoziato di alcun tipo” con il Regno Unito prima della notifica ufficiale dell’intenzione di uscire dall’Unione. Inoltre, il presidente dell’UE Tusk, nei suoi commenti ha ribadito che “l’accesso al mercato unico richiede l’accettazione di tutte e quattro le libertà, inclusa quella di movimento”. Il consiglio europeo si riunirà di nuovo il 16 settembre, dopo la nomina del nuovo primo ministro inglese, per decidere come procedere qualora per tale data non sia ancora giunta la notifica della richiesta di recesso.

L’indice di fiducia economica scende a maggio da 104,6 a 104,4. In media trimestrale però, il livello è salito a 104,3 da 104,0 del 1° trimestre, confermando un discreto ritmo espansivo per il quarto primaverile. il morale nel comparto industriale è cresciuto a -2,8 da -3,7. Nei servizi l’indice è calato a 10,8 da 11,3. Nelle costruzioni il morale ha corretto da -17,7 a -18,2. Nel commercio al dettaglio l’indice è sceso a 0,8 da 3,3.

Germania - La stima preliminare dai Laender mostra l’inflazione in recupero di due decimi sulla misura armonizzata a +0,2% a/a e a 0,3% a/a su quella nazionale.

Constancio, vice-presidente della BCE, ha dichiarato che “esistono limiti ad un ulteriore allentamento della politica monetaria” e ha rassicurato sull’impatto contenuto del referendum inglese sui mercati.

 

Stati Uniti

La spesa personale a maggio aumenta di 0,4% m/m, dopo +1,1% m/m ad aprile (rivisto da 1,0% m/m). Il reddito disponibile reale aumenta di 0,1% m/m. Il tasso di risparmiocala a 5,3% da 5,4% di aprile. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,2% m/m sia con la misura totale sia con quella core.

Powell (Board Fed) ha detto che l’esito del referendum inglese può creare nuovi freni per le economie mondiali, inclusa quella degli Stati Uniti, e aumenta i rischi verso il basso la crescita globale.

 

Giappone

La produzione industriale a maggio cala di -2,3% m/m (consenso: -0,2% m/m), dopo +0,5% m/m di aprile.