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Crescita, rischi verso il basso

Cala a giugno la fiducia di imprese e consumatori in Italia. Pericoli di frenata anche per l'Eurozona.

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE

Area Euro

Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,2 per cento m/m a giugno, spiegato in parte dal recupero della componente energia per effetto della risalita del prezzo del greggio in euro. L’inflazione è attesa in aumento di due decimi sulla misura nazionale a +0,3 per cento e di un decimo a +0,1 per cento sulla misura armonizzata.

Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione stabile a -1,0 per cento sulla misura nazionale e -1,1 per cento su quella armonizzata. La stagionalità sfavorevole dei prezzi core sarà solo in parte compensata dal rincaro dell’energia.

Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto in lieve aumento a giugno a 104,9 da 104,7. L’indice per l’industria potrebbe salire a -3,3 da -3,6 dopo essere rimasto stabile su quel livello per due mesi, mentre i servizi sono attesi rimanere circa stabili a 11,3, sul livello di maggio. La seconda lettura dell’indice di fiducia delle famiglie dell’eurozona dovrebbe confermare la stima flash a -7,3 da -7,0. Il livello dell’indice di fiducia economica è leggermente migliorato nel secondo trimestre rispetto al primo (104,0) e rimane al di sopra della media di lungo periodo.

Stati Uniti

La spesa personale a maggio è prevista in aumento di 0,5 per cento m/m, dopo +0,6 per cento m/m di aprile. Le vendite al dettaglio a maggio sono aumentate di 0,5 per cento m/m; i consumi dovrebbero registrare un rallentamento della spesa nei servizi dovuto alle utility, per via del clima meno caldo del solito, dopo un dato molto forte ad aprile. I dati dovrebbero dare supporto alla previsione di un netto rimbalzo della crescita dei consumi (intorno al 3,5 per cento t/t ann.) nel 2° trimestre. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,2 per cento m/m, trainato solo dalla variazione dei salari (0,2 per cento m/m), con ore lavorate e occupati praticamente invariati su base mensile. Il tasso di risparmio dovrebbe calare a 5,2 per cento da 5,4 per cento di aprile. Il deflatore dei consumi dovrebbe essere in rialzo di 0,2 per cento m/m sia con la misura headline (0,19 per cento m/m) sia con quella core (0,15 per cetno m/m). Su base tendenziale, la variazione dell’indice core dovrebbe rimanere stabile a 1,6% a/a.

 

IERI SUI MERCATI

Reazione dei mercati azionari europei dopo le pesanti perdite di venerdì 24 e lunedì 27. Sul comparto domestico dei titoli bancari sembrano aver avuto qualche effetto positivo le notizie di possibili piani pubblici di intervento.

Rendimenti in netto calo sui titoli di stato della periferia europea, con la Spagna a fare da capofila. I mercati hanno reagito molto positivamente all’esito delle elezioni politiche, malgrado l’assenza al momento di una prospettiva chiara di governo. Il differenziale del BTP decennale con il Bund è calato di 10pb. Collocato l’intero importo di EUR 6 miliardi previsto per il BOT semestrale offerto ieri dal MEF.

Anche sui mercati valutari si sono in piccola parte smontati i movimenti cautelativi che avevano caratterizzato i due giorni precedenti. Il dollaro è risalito a 102,74 yen, ma questa mattina è nuovamente in lieve flessione. L’euro è risalito fino a un massimo di 1,11, ripiegando poi verso 1,1050. Anche la sterlina ha recuperato, rientrando in area 1,33 USD.

Area Euro

Italia. L’indice composito di fiducia delle imprese è tornato a calare a giugno, a 101,2 dopo essere salito a 103 a maggio. Il livello dell’indice resta comunque superiore alla media storica degli ultimi 5 o 10 anni (91,7 e 95,3, rispettivamente). Il morale delle imprese è però migliorato nel settore manifatturiero (a 102,8 da 102,1; ci aspettavamo un rimbalzo a 102,5, mentre il consenso puntava a un indice invariato) e nelle costruzioni (a 121,6 da 120,4), mentre è calato nei servizi (a 105 da 107,3) e nel commercio al dettaglio.

Italia. La fiducia dei consumatori è scesa ancora a giugno, a 110,2 da 112,5 di maggio. È il terzo calo consecutivo (ci aspettavamo un rimbalzo).

In sintesi, i dati sono misti. Da un lato il dettaglio dell’indagine sulle famiglie è uniformemente negativo. Dall’altro, il rimbalzo della fiducia delle imprese nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni ci sembra più rilevante del calo nei servizi e nel commercio, in quanto il morale nel manifatturiero è un indicatore maggiormente anticipatore del ciclo e le costruzioni sono il comparto che per ultimo sta uscendo da una lunghissima recessione (il che ha importanti conseguenze anche per l’indotto). La fiducia delle imprese si è mossa lateralmente negli ultimi sei mesi, mentre per il morale delle famiglie la tendenza appare chiaramente al ribasso, ma da un massimo storico toccato lo scorso gennaio.

 Le indagini sono state condotte nei primi 12 giorni lavorativi del mese nel caso della consumer confidence e nei primi 15 giorni per quanto riguarda la survey sulle imprese, dunque non incorporano i risultati del referendum britannico (con il forte impatto sull’opinione pubblica e l’elevata volatilità sui mercati finanziari che ne è derivata). Pertanto, questo fattore potrebbe pesare sulla fiducia sia dei consumatori che delle imprese nel mese di luglio. In pratica, i risultati delle indagini confermano che, anche tenendo conto degli effetti della Brexit (che secondo le nostre stime potrebbero pesare per lo 0,3 per cento sul PIL italiano nel 2017), attualmente i rischi sullo scenario di crescita (in Italia come altrove in Europa) sono verso il basso.

Francia. L’indice di fiducia delle famiglie ha corretto a 97 a giugno da 98 di maggio (ai massimi da ottobre 2007), in linea con le nostre previsioni.

Il parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante che chiede al Regno Unito di notificare “appena possibile” la richiesta di uscire dall’Unione. Nella sua comunicazione al parlamento tedesco sul referendum britannico, il primo ministro tedesco Merkel ha dichiarato “che non potranno esservi e non vi saranno trattative o colloqui preliminari di qualunque natura, formale o informale, fino a che non sarà presentata l’istanza in virtù dell’art. 50”. Tale posizione è del tutto coerente con quella già espressa da altri governi e dalle autorità europee. Il discorso ha anche fissato alcuni limiti stringenti al possibile margine di trattativa di cui il Regno Unito potrà sperare di godere.

 

Stati Uniti

La stima finale del PIL del 1° trimestre mostra una variazione di 1,1 per cento t/t ann. (da 0,8 per cento t/t ann. della seconda stima). La revisione mostra anche profitti delle imprese più solidi (in aumento di 1,8 per cento t/t ann. da +0,3 per cento t/t ann. della seconda stima).

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a giugno aumenta a 98, da 92,4 di maggio, toccando il massimo da ottobre 2015. Il rialzo è diffuso sia alla componente coincidente (a 118,3 da 113,2) sia a quella aspettative (a 84,5 da 78,5).