Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Tassi più bassi nel post-Brexit

Bank of England, Bce e Fed si avviano verso politiche monetarie più espansive. 

di CASSA LOMBARDA |

Un commento di Alberto Biolzi, Responsabile Advisory di Cassa Lombarda, sulle attese per i mercati questa settimana. 


In un contesto di forte incertezza politica, il comportamento delle Banche Centrali sarà fondamentale per dare fiducia agli investitori. La Bank of England presumibilmente sarà costretta ad adottare una politica monetaria più accomodante nei prossimi due anni al fine di sostenere la crescita a scapito della valuta.

Anche la Bce potrebbe far leva su un ulteriore calo dei tassi, su un aumento degli acquisti mensili del piano di QE (Quantitative Easing) o rendere ancora più accessibile la liquidità derivante dalle operazioni di LTRO (piano di rifinanziamento a lungo termine), qualora lo stress sul mercato creditizio od obbligazionario dovesse aumentare significativamente. In casi estremi, secondo alcuni osservatori, anche il piano OMT (Outright Monetary Transactions, operazioni monetarie definitive) - finora mai utilizzato - potrebbe essere attivato in modo da poter supportare un singolo Paese in difficoltà piuttosto che suddividere gli acquisti secondo i “capital key” come previsto nel QE.

Dal canto suo, la FED potrebbe allontanare nel tempo l’atteso rialzo dei tassi.

Nei prossimi giorni, c’è quindi da attendersi ancora un’elevata volatilità dei listini azionari, a fronte dei timori per un rallentamento economico globale e per il rischio di stress del settore bancario periferico, che potrebbe essere costretto a nuovi rafforzamenti patrimoniali (come da indiscrezioni di iniezioni di fondi per 40 miliardi di Euro nel settore italiano).

L’esito delle elezioni spagnole ha nuovamente creato una situazione di stallo politico che potrà essere risolta solo con un accordo tra i diversi partiti politici. 

Il mercato obbligazionario dovrebbe restare protetto dallo “scudo” degli acquisti della Bce
. Probabile, invece, che il primario corporate subisca un rallentamento a causa delle incertezze e dei timori per una rarefazione temporanea della liquidità.

Gli operatori dovranno continuare a convivere con tale incertezza ancora per diverso tempo: il processo di uscita dall’Unione Europea durerà almeno due anni (dal momento in cui sarà però ufficializzato, mentre il Premier britannico dimissionario David Cameron appare privilegiare un atteggiamento attendista).

Gli investitori torneranno, comunque, a focalizzarsi su importanti dati macro, tra cui i Pil (Stati Uniti e Gran Bretagna) e i dati manifatturieri in numerosi Paesi (Stati Uniti D’America, Cina, Germania, Eurozona, Gran Bretagna).