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Italia / Cala la fiducia dei consumatori

A maggio l'indice è sceso, contrariamente alle attese. In aumento, invece, la fiducia delle imprese italiane. 

di Redazione |

Indicazioni contrastanti sono emerse dagli indici di fiducia di maggio. E’ infatti calata, a sorpresa, la fiducia dei consumatori italiani, mentre è salita la fiducia delle imprese. Dati che alla fine lasciano qualche dubbio sull’andamento della congiuntura al termine di una settimana che ha visto la caduta del fatturato all’industria, crollato a marzo del 3,6 rispetto a marzo 2015 (il peggior dato su base annuale da agosto 2013), e la contrazione delle vendite al commercio, diminuite sempre a marzo dello 0,6 per cento rispetto al mese precedente (ma salite del 2,2 per cento rispetto a marzo 2015).

Tornando ai dati comunicati oggi dall’Istat, la fiducia dei consumatori è scesa a 112,7 da 114,1 di aprile, portandosi al livello più basso da agosto 2015. A preoccupare gli italiani sono le attese sulla situazione economica del paese e le aspettative sulla disoccupazione, i cui indici sono scesi rispettivamente da 8 a 3 nel primo caso e da 25 a 21 nel secondo. Gli analisti si attendevano un indice in rialzo a 114,5. Il clima personale è invece cresciuto a 105,4 da 104,8. 

Al contrario, è apparsa in miglioramento la fiducia delle imprese, salita a maggio a 103,4 da 102,7 di aprile, registrando il nuovo massimo da dicembre scorso.

In particolare, il clima di fiducia è sceso nella manifattura (a 102,1 da 102,7), nelle costruzioni (a 120,4 da 121,2), nei servizi di mercato (a 107,4 da 107,9) e nel commercio al dettaglio (a 100,9 da 101,9).

Nelle imprese manifatturiere sono peggiorati a maggio i giudizi sugli ordini (a -15 da -14) mentre le attese sulla produzione sono rimaste stabili a 10; il saldo dei giudizi sulle scorte passa a 3 da 4. Nelle costruzioni sono migliorati i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -34 da -35) e peggiorate le attese sull’occupazione.

Nei servizi si è visto un miglioramento delle attese sugli ordini (a 11 da 8) ma un peggioramento dei giudizi sugli ordini e delle attese sull’andamento dell'economia italiana (a 11 da 12 e a -1 da 2, rispettivamente). Nel commercio al dettaglio sono peggiorate le attese sulle vendite future (a 14 da 23), sono rimasti stabili i giudizi sulle vendite correnti e mentre il saldo sulle scorte di magazzino si è dimezzato a 5 da 11.

I dati italiani stridono con quelli arrivati d’Oltralpe. La fiducia dei consumatori francesi è infatti salita a maggio ai valori più alti da ottobre 2007 portandosi a quota 98 da 94, valore visto sia in aprile sia a marzo. Gli analisti si aspettavano che l’indice restasse stabile.