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Il giugno bollente dei mercati

Due appuntamenti-chiave: il costo del denaro in America e il referendum per la Brexit.

di Giuseppe Turani |

Giugno sarà un mese un po’ complicato per tutti quelli che si occupano di denaro e per l’economia in generale. Anche saltando a piè pari la scadenza delle elezioni amministrative italiane (che pure qualche effetto avranno sull’umore dei mercati), ci sono due altri appuntamenti molto seri.

Il primo è il 14-15 giugno, giorni nei quali è già fissata la prossima riunione del Fomc della Federal Reserve americana. Il Fomc (Free Open Market Committee) è l’organismo che deve decidere sui tassi di interesse. E questa volta dovrebbe essere la volta buona: sembra certo, cioè, che la Fed alzerà i tassi di interesse, sia pure di poco (0,25, probabilmente). Un primo aumento c’era stato mesi fa e il programma era di farli crescere di 0,25 punti ogni tre mesi. Poi le oscillazioni dei mercati e qualche incertezza sull’economia americana, avevano consigliato di congelare questi propositi.

Adesso, invece, i banchieri della Fed sembrano aver superato tutti i dubbi e ci sarebbe una larga maggioranza decisa a dare il via all’aumento dei tassi. A deciderli sarebbe stato l’andamento della disoccupazione, che ormai negli Stati Uniti è al 5 per cento, un valore che è considerato fisiologico, cioè tipico di quell’economia: più sotto è impossibile andare. E quindi non  esiste più, secondo la Fed, alcuna ragione per tenere fermi i tassi di interesse.

Il 14-15 giugno si vedrà se è così. Già nei mesi scorsi la Fed sembrava molto decisa, ma poi ha rinviato. Questa volta, però, gli esperti sembrano tutti convinti: l’aumento del costo del denaro ci sarà. Incerti, invece, i pareri sulle reazioni dei mercati finanziari. Secondo alcuni, l’aumento è già dato per scontato e quindi non accadrà niente. Al massimo un giorno o due di ribassi, giusto per segnalare il disappunto degli operatori. Secondo altri, invece, il ribasso andrà avanti più a lungo.

Poco più di una settimana dopo toccherà all’Inghilterra lasciare i mercati con il fiato sospeso. Il 23 giugno si voterà infatti per la Brexit: gli inglesi dovranno decidere se rimanere nella Ue o se andarsene fuori. E qui le previsioni sono più semplici. Se decidono di rimanere, gioia e rialzo delle Borse. Se decidono di uscire, il caos sarà tale che l’andamento dei listini (al ribasso) sarà comunque l’ultima preoccupazione.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 25 maggio 2016)