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Una spintarella europea

Bruxelles ci dà il permesso di fare 14 miliardi di debiti in più.

di Giuseppe Turani |

Il risultato netto delle trattative Roma-Bruxelles è che quest’anno ci lasciano fare debiti per 14 miliardi di euro in più rispetto a quello che avremmo dovuto fare. C’è però una contropartita: nei prossimi due anni dovremo fare i bravi, cioè stare un po’ più attenti ai nostri conti. Questi 14 miliardi dovrebbero servire a stimolare un po’ la nostra crescita. Basteranno?

Tutto serve, ma si può dire senza offendere nessuno che sono un po’ pochini, siamo vicini all’1 per cento del nostro Pil. Questi soldi, immessi nell’economia, certamente una spinta riusciranno a darla, ma non credo che sarà una cosa molto eccitante.

E infatti se poi andiamo a guardare le previsioni che circolano sull’Italia, siamo sempre lì, intorno all’1 per cento di crescita. Nel senso che se la congiuntura internazionale non farà scherzi riusciremo a avere qualche decimale in più. In caso contrario dovremo registrare decimali in meno.

L’Italia aveva chiesto e voleva di più. Ma a Bruxelles non guardano solo ai nostri desideri: guardano anche i nostri debiti pregressi, che sono una montagna. Allora ci hanno concesso questo sforamento di 14 miliardi, giusto perché non si dica che sono burocrati rigidi e crudeli. Ma si sono riservati di essere più severi nei prossimi due anni.

Spero che alla fine si faccia un buon uso di questi soldi, anche perché vorrei ricordare che non abbiamo rotto il salvadanaio di alcuno: sono altri debiti, che si vanno a aggiungere a quelli che abbiamo già, e sui quali si dovranno pagare gli interessi.

Ogni volta che vedo queste notizie mi viene in mente Carlo Azeglio Ciampi che già più di venti anni fa chiedeva una “scossa” per l’economia italiana. Ecco, questa non è una scossa, è una spintarella.

Dati i tempi, e data la lentezza con la quale l’economia italiana si muove, tutto può servire. E già riuscire a fare una crescita dell’1 per cento può essere considerato un successo. Anche se, a conti fatti, è poca cosa. Noi avremmo bisogno di arrivare almeno al 2 per cento di crescita e per molti anni di fila.

Si tratta di un obiettivo impossibile? No. Bisognerebbe solo fare riforme molto forti. Così forti che oggi la società italiana le respingerebbe.

Allora diciamo grazie a Bruxelles e proviamo a fare qualcosa con questi 14 miliardi.

(Dal quotidiano Nazionale" del18 maggio 2016)