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L'Europa frena ancora

Nel Vecchio Continente segnali negativi un po' ovunque. Si aspetta Draghi il 10 marzo. Bene gli Stati Uniti. Rallenta la Cina.

di Cassa Lombarda |

Eurozona: “frena, ma ormai prossimo il meeting Bce” – I Pmi mostrando un rallentamento dell'attività di business; le assunzioni più lente e prezzi in calo suggeriscono che il recupero della regione sta perdendo slancio. Questo raffreddamento dell'espansione è diffuso nell'area eccetto in Italia. La Francia addirittura ricade in zona contrazione per la prima volta da oltre un anno. Inoltre Spagna, Italia e Francia hanno visto ridurre i prezzi di vendita di beni e servizi il mese scorso. Markit vede che la crescita Ue nel primo trimestre (1trim) potrebbe cadere al di sotto del +0,3% visto alla fine del 2015. In settimana, l'attenzione si concentrerà sulla riunione della Bce di giovedì. Gli economisti si attendono un taglio del tasso di deposito a -0,40% e un aumento degli acquisti mensili di 10 miliardi di euro a 70 miliardi di euro. La banca potrebbe anche sorprendere positivamente il mercato attraverso il rafforzamento delle operazioni di liquidità, annunciando un sistema 2-tier sui tassi di interesse sulle riserve e non si esclude il ricorso a nuovi strumenti. 

-USA: “nessun rischio di recessione” – la forza dell’occupazione, sebbene con retribuzioni più deboli, dovrebbe aumentare la capacità aggregata di spesa per consumi e sostenere la crescita economica. Anche la migliore diffusione di posti di lavoro in tutti i settori significa che tutti i reparti dell'economia, tranne il manifatturiero, stanno recuperando insieme. Il mercato del lavoro si conferma su livelli prossimi alla piena occupazione e mostra che le aziende sono fiduciose circa le prospettive per le vendite interne. Ciononostante, da questa situazione non emergono reali pressioni inflattive da aumenti salariali e questo dovrebbe lasciare la Fed soddisfatta dell'attuale condotta nel perseguimento del suo duplice obiettivo di inflazione e occupazione. Perciò per la normalizzazione dei tassi la Fed sta monitorando la forza dell'economia contro la debolezza dei mercati esteri più deboli. L'approccio è stato quello ribadito dal presidente della Fed Janet Yellen: la tempistica per i rialzi sarà determinata dagli sviluppi economici. Con pochi dati pubblicati questa settimana, sarà importante lunedì solo il discorso del vicepresidente Fed Stanley Fischer, che dovrebbe dare delle indicazioni circa il recente inasprimento delle condizioni finanziarie e l'andamento dei segni di ripresa dei prezzi e dei salari per il loro impatto sulle prospettive della politica monetaria. 

-Cina: “indebolimento” - i Pmi mostrano delle condizioni di deterioramento, sottolineando la sfida per il governo che cerca di tagliare l'eccesso di capacità nel manifatturiero senza fare deragliare la crescita generale. La lentezza della manifestazione degli effetti degli stimoli degli ultimi mesi potrebbe dipendere dal fatto che gli investimenti sono stati principalmente mirati a creare benefici per le imprese statali. Invece il settore privato è ancora affetto da pressione deflazionistica. Settimana ricca con il Congresso Nazionale del Popolo (apertura sabato) che dovrebbe formalizzare l’obiettivo di crescita del 6,5-7% per il 2016. Lunedì le riserve valutarie di febbraio dovrebbero mostrare una discesa a velocità inferiore a causa dei controlli di capitale. Il commercio estero (martedì) continuerà probabilmente a riflettere la debolezza della domanda globale. Infine, l’inflazione (giovedì) dovrebbe rimanere a livello invariato. 

-Brasile: “frenata” –  nel 2015 il Pil registra la frenata più forte dal 1996. I Pmi rimangono deboli e l'inflazione alta. La Banca Centrale ha lasciato invariati i tassi ma potrebbero aumentarli più avanti nell'anno per portare l'inflazione a target nel 2017. 

-India: “perde slancio” – i Pmi di febbraio mostrano un’economia che perde slancio anche se spinta dal Governo e dalla Banca Centrale. Sebbene alcuni programmi come “Make in India” sembrano ambiziosi, alcune riforme e investimenti dovrebbero comunque dare un impulso alla crescita domestica ed evitare l’influenza del trend globale debole. 

-Russia: “prospettive meno negative” i Pmi a febbraio sono in recupero ma l’andamento reale rimane debole per l'impatto delle sanzioni e il crollo del petrolio. L’economia russa dovrebbe continuare a restare in contrazione nei prossimi mesi e le autorità dovrebbero sostenere le attività per evitare un rallentamento ancora più brusco. 

-Giappone: “frenata” – il Pmi servizi a febbraio sta ai minimi da sette mesi segnalando come l'economia stia frenando. Tuttavia il governatore della Bank of Japan (Boj), Haruhiko Kuroda, ha detto che non intende per ora tagliare ulteriormente i tassi d'interesse. Ma ha confermato che la BoJ sarà pronta a intervenire "senza esitazione", qualora necessario. 

-Svezia: “avvio debole 2016”- la produzione recupera ma il Pmi Servizi frena. Ci dovrebbe essere un recupero nel primo trimestre (1trim) ma la tenuta dipenderà dall’andamento globale. 

-Norvegia: “Incertezza sulla crescita” – rallenta il Pmi manifatturiero ma recuperano le vendite al dettaglio. Questo giovedì inflazione core di febbraio è prevista in aumento. Ciò però non dovrebbe cambiare la posizione della Banca centrale orientata per un taglio a marzo. 

-UK: “Brexit risk” – i Pmi, produzione e servizi, indicano che la crescita economica potrebbe rallentare tra +0,1-0,2% nel primo trimestre dal +0,5% del quarto trimestre 2015 poiché i servizi mostrano segni di indebolimento dopo che fino adesso sono stati il principale motore della crescita. Questo è dovuto alle preoccupazioni circa la crescita globale, la volatilità del mercato e la possibilità di una uscita britannica dall'Ue che potrebbe creare uno shock diffuso nell'economia. Il governatore della Banca d'Inghilterra Mark Carney ha ribadito che le condizioni non sono pronte per un aumento dei tassi, e che vuole vedere la crescita economica e i costi del lavoro più forti prima di avviare l’inasprimento della politica monetaria. 

Cassa Lombarda