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Personaggi/Alma Mahler

La più bella ragazza di Vienna. A causa dei suoi tradimenti, Mahler corse da Freud.

di Giuseppe Turani |


(Alma Mahler, Alma e Franz Werfel, Walter Gropius, Gustav Mahler, Klimt interpreta Alma, Alma)

di Giuseppe Turani

Era nata a Vienna nel 1879, era considerata la ragazza più bella della città, grandi e stupendi occhi blu, era intrigante e traditrice, ha collezionato tre matrimoni con grandi personalità della sua epoca più varie relazioni (alcune delle quali decisamente roventi). Uno dei suoi famosi mariti (il compositore Gustav Mahler), sconvolto dai suoi tradimenti, corse da Sigmund Freud per riorientare la sua vita. E si sentì rispondere che il loro era un labirinto inestricabile: Gustav amava in realtà la madre e la cercava in lei, Alma amava suo padre e lo cercava in lui.

Un guazzabuglio. E infatti il matrimonio di Alma Schindler con il grandissimo compositore Mahler finisce rapidamente. Grazie anche a una stupidaggine di lei. Ormai innamorata di Gropius gli scrive una lettera appassionata, ma sbaglia qualcosa e la missiva finisce nelle mani di Mahler che pone fine al matrimonio.

Alma è sempre incasinata con qualche uomo (per carità, solo geni), ma non è molto attenta. Ancora giovanissima, ad esempio, si infila in una relazione abbastanza bollente con il pittore Gustav Klimt. E scrive tutto nel suo diario, che viene scoperto dalla madre: fine della storia e rimproveri solenni.

Nel 1902 sembra arrivata a una svolta. Si innamora di lei Gustav Mahler, di quasi vent’anni più anziano, e lei, contro il parere dei familiari, lo sposa. Matrimonio tormentato, ma che finisce nel 1911, quando Mahler muore. Ci sono vari corteggiatori e qualche relazione, ma la più intensa è quella con il pittore Oskar Kokoschka. Il patrigno di Alma gli aveva commissionato un ritratto della signora. Ma lui impazzisce d’amore, ricambiato per un po', e nel corso degli anni dipingerà la sua amata in oltre 400 disegni e quadri. Più volte le chiederà di sposarlo, ma lei rifiuterà sempre. Verso la fine della sua vita Kokoschka, ancora perso d’amore per Alma farà costruire da un artigiano un fantoccio con le sembianze di lei, in modo da averla sempre vicino. Una notte, durante una festa a casa sua, ubriaco, spaccherà una bottiglia di vino in testa al fantoccio, mettendo così fine (così crede) alla sua lunghissima ossessione.

Alla fine, forse stanca dei suoi numerosi amori tempestosi (qualche pittore e qualche compositore) decide di sposare l’architetto (e futuro fondatore della Bauhaus) Walter Gropius.

Ma Alma è una figlia inquieta del suo tempo, fra secessione pittorica, psicanalisi, la decadenza di Vienna e i nazisti dietro l’orizzonte. E non si vuole negare niente. Conosce in una stazione termale il poeta Franz Werfel, da lei molto ammirato per alcuni suoi libri, e ne nasce una relazione. Imprudente come al solito, Alma si fa scoprire da Gropius (o lo fa di proposito?) mentre fa una telefonata affettuosa a Werfel. Divorzio e nuovo matrimonio, il terzo.

Va notato che da tutti questi matrimoni nascono un certo numero di figli, ma molti muoiono poco dopo.

La coppia Franz e Alma si stabilisce a Vienna. Ma l’aria si sta facendo molto pesante. I nazisti ormai sono alle porte. E nel 1938 l’Austria viene annessa con la forza alla Germania. E’ ora di andarsene. Prima, i due vanno a Parigi, poi a Lourdes e qui hanno tanta paura che Werfel promette che, se se la caveranno, dedicherà un libro a Bernadette. La loro in effetti è una fuga molto avventurosa: attraversano i Pirenei a piedi, poi dalla Spagna vanno in Portogallo e finalmente in America, in California, dove già c’è una comunità di loro amici (fra cui Thomas Mann).

Non se la passano male. Il libro di Werfel su Bernadette è un grande successo, e lui ha anche offerte da Hollywood. Inoltre, ci sono ancora dei soldi di Mahler depositati presso la Banque Lazard di New York. Solo che Werfel non si trova bene, non lavora, fuma troppo. Nel 1945 muore nel suo studio: Alma entra per offrigli un thè, ma lo trova a terra senza più vita.

A vegliare la salma di Werfel nella villa di Beverly Hills c’è una compagnia eccezionale: i Mann, Otto Preminger, Otto Klemperer, Igor Stravinskij, e Bruno Walter al pianoforte con un brano di Schubert. Alma, però, non si fa vedere. Quella con Werfel è stata la storia più lunga e sa bene che sarebbe stata anche l’ultima. Dopo tanti amori, tempeste e avventure, il sipario sta per calare sulla donna che è stata definita come “la signora più importante del 900” e anche “la musa del secolo”.

Rimasta vedova, però, fioriscono i pettegolezzi. Un giorno la radio annuncia che Alma starebbe per sposare il grande direttore d’orchestra Bruno Walter. Lei smentisce la notizia, definendola “uno scherzo di pessimo gusto”. Walter, che forse qualche idea se l’era fatta, attraversa il prato che divide le loro due case a Beverly Hills e le dice: “Sarebbe dunque così terribile?”. Ma lei lo fulmina con un‘occhiataccia e lo manda via.

Torna infine a Vienna, ma solo per scoprire che della città e dei luoghi che lei ricordava non esiste più niente. E’ invitata d’onore a tutte le manifestazioni artistiche della città e ai concerti dove si suonano le  musiche di Mahler. Una specie di istituzione culturale.

Trova anche il tempo per riflettere su tutti quegli uomini importanti che per lei hanno perso la testa, che sono caduti ai suoi piedi, che l’hanno sposata e resa madre. Il suo giudizio è sorprendente e di un’arroganza senza pari: “Io non ho mai amato veramente la musica di Mahler, non mi sono mai interessata veramente a ciò che scriveva Werfel, non ho mai capito che cosa facesse veramente Gropius – ma Kokoschka sì, Kokoschka mi ha sempre colpita”. Kokoschka è l’unico che non ha mai voluto sposare, ma anche quello (un po’ pazzo) che deve averle regalato gli unici autentici momenti di passione.

Si è spenta a 85 anni nel 1964, a causa di un diabete che si è sempre rifiutata di curare dicendo che era una malattia ebraica e che quindi non poteva averla colpita.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 6 settembre 2015)