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Vedere il bluff

Grillini sempre più insopportabili.

di Ernesto Trotta |

Ormai a nessuno (purché non sia accecato dal settarismo e dall’ideologia) può più sfuggire che il Paese è ostaggio di un manipolo di irresponsabili che, pur di tenere il punto su argomenti chiaramente insostenibili, gioca con la pelle, i soldi, il futuro, di persone, di esseri umani in carne ed ossa, singolarmente presi o parte di soggetti economici come aziende, organizzazioni di ogni dimensione, insomma luoghi dove si generano (o si dovrebbero generare) reddito e ricchezza; anche se in questo momento parlare di ricchezza fa un po’ specie…
 
Prendiamo solo una piccola selezione degli argomenti su cui la furia fondamentalista dei cinquestelle (o almeno parte di essi) sta sfogando le sue frustrazioni politiche.
La regolarizzazione dei migranti, ormai riconosciuta indispensabile da chiunque abbia anche solo un minimo di sale in zucca, dalla Chiesa al Ministero degli Interni, dalle tutte le parti sociali ai partiti politici di maggioranza. L’urgenza è evidente, e la detta anche il calendario.
L’utilizzo dei fondi MES per la sanità, un finanziamento a tasso di favore senza alcuna condizione capestro; è stato detto e scritto dovunque, in tutte le lingue e non solo in inglese, anche a beneficio di chi pratica prevalentemente solo qualche espressione dialettale…
I cantieri delle opere pubbliche infrastrutturali, necessari come il pane per dare lavoro, per dotarsi di strumenti indispensabili alla rinascita ed alla crescita del Paese: la Gronda di Genova, un esempio per tutti, è assolutamente improcrastinabile: è finanziata, approvata, eseguibile. È ferma. Ci beiamo giustamente della ricostruzione del Ponte, ma senza la Gronda il Ponte sarà insufficiente esattamente come lo era quello crollato.
La giustizia, le carceri, il rapporto politica magistratura: qui abbiamo assistito a raccapriccianti episodi che neppure uno sceneggiatore di fantapolitica avrebbe potuto immaginare. Tutto fermo. Tutto in stand-by, come se quanto successo potesse essere derubricato ad una sceneggiata da talk show. Non si muove il CSM, il Ministero giura che va tutto bene. Sabbia in quantità, pur di non suscitare altre polemiche.
Potrei andare avanti, ma ce n’è già da vendere per inorridire, per disperarsi, per farsi salire il sangue agli occhi.
Ormai il M5S non è più neanche un partito (in realtà non lo è mai stato, e se ne vantavano pure…), sono bande sbandate in cerca di un’identità da tempo persa nella nebbia e nel vuoto di idee. Uno dice sì, l’altro dice no; uno accetta un compromesso, l’altro lo distrugge, e intanto un Paese attonito e disperato aspetta che decisioni importantissime vengano prese, e soprattutto ATTUATE.
Gente che non rappresenta nessuno, se non sé stessa, che intralcia il già difficilissimo percorso per venire fuori da questa merda di contagio che, ci mancava solo lui…
 
Non si può andare avanti così per tre anni ancora, mi pare evidente. Urge uno showdown, un colpo d’ala, un gesto risolutivo, che permetta di provare a governare in modo decente (“fare o non fare: non c’è provare”) il più brutto e difficile periodo dal dopoguerra.
Bisogna che ognuno si prenda le sue responsabilità di fronte al Paese, ci metta la faccia ed il nome, spieghi a tutti i cittadini, ed in particolare a chi lo ha eletto, i criteri, se ne ha, del suo comportamento.
C’è un solo modo: il Governo metta la fiducia sui provvedimenti (a partire dal decreto Rilancio) su cui c’è l’accordo, anche solo parziale, e vada in aula a VEDERE IL BLUFF.
E vedere anche le facce di chi, eventualmente, negherà la fiducia, assumendosi la responsabilità delle conseguenze.
 
Bisogna parlare chiaro al Paese, spiegare a che punto siamo arrivati e perché. Con franchezza, con trasparenza, con coraggio. E non su Facebook.
I media hanno lo stesso compito: basta retroscena, che raccontino la scena, quella vera, quella dove vengono al pettine i nodi: si chiama Parlamento, perché vivaddio siamo ancora in una Repubblica parlamentare e quello è il luogo dove si risolvono conflitti e contraddizioni.
A parte l’opposizione, che tanto più che urlare cose sconnesse contro euro ed Europa non è capace di fare, vediamo chi e quanti sono i “duri e puri”, gli “integralisti”, i “fondamentalisti”, eventualmente dissidenti dal resto del gruppo parlamentare. Vediamo se metteranno a rischio il loro prezioso e molto ben remunerato seggio parlamentare. Vediamo se sono sagome di cartone o uomini e donne in carne, ossa e meningi. Uno vale uno: adesso sì.
 
Serve coraggio, serve prendere il toro per le corna (qui più che altro trattasi di un vitellozzo un po’ bizzoso…) e chiarire come e per cosa si dovrà governare per i prossimi tre anni.
È un bluff, solo un maledetto bluff, che ci sta portando alla rovina: va scoperto, va smontato, va disinnescato e non esaltato.
E se si dovesse formare una maggioranza un po’ diversa, bene, si faccia. È l’ora delle responsabilità personali, visto che i partiti soffrono di carenza di leadership, di crisi di identità, di difficoltà di visione.
La classe dirigente è quella che è, inutile rimpiangere De Gasperi. È morto da tempo e, prima che morisse, avevano già provveduto a disinnescarlo ed emarginarlo. Quelli molto bravi sono malvisti, si sa, non è una novità. Malgrado tutto, da questo pantano bisogna pur uscire. Se qualcuno ha idee migliori, venga avanti, non si censuri…
 
Ernesto Trotta
Torino