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La bandiera europea nei simboli

A differenza di Salvini, bisogna essere orgogliosi di essere europei.

di Ernesto Trotta |

L’ho sentito con le mie orecchie.

Matteo Salvini rassicura gli italiani che la prossima legge di bilancio NON sarà un problema, perché nel frattempo “loro” avranno vinto le elezioni europee e quindi ognuno si farà la sua legge a casa propria, senza tante interferenze “esterne”.

In questo semplice enunciato risiede un concentrato di pericolosità sociale impressionante, oltre che una mostruosa ignoranza delle basi della politica.

  • La legge di bilancio in effetti non è mai un problema, ma è l’opportunità di pianificare un ordinato sviluppo del proprio Paese. Anche se può risultare noioso dover quadrare i conti, entrate e uscite, deficit, debito, interessi, avanzi primari, spread, tutte cose complicate, che bisogna studiare, e chi ha voglia di studiare? Devo andare allo stadio con i miei amici ultrà a scontrarmi con qualche ipotetico nemico e non sopporto l’idea che un qualche professore possa farmi delle domande e mettermi dei voti. E con che diritto? Non rompa …! E i creditori? Che si arrangino, noi ci stampiamo le nostre belle monetine e ci giochiamo al Monopoli. Tanto poi dopo c’è il panettone e lo champagne (pardon, il prosecco).
  • Il “loro” che vincerebbe le elezioni rappresenta quanto di peggio l’Europa oggi può mettere in mostra: un insieme di nazionalismi e sovranismi, a volte veri neofascismi, che credevamo seppelliti dalle macerie di un passato neanche tanto passato e che invece pretende di guidare una struttura sovranazionale, che peraltro “loro” stessi si prefiggono di distruggere. “Loro” sono quelli lì, con buona pace di chi continua a dire che le nostre due forze al governo sono tanto, ma proprio tanto, diverse tra di loro e che stanno insieme solo perché un insopportabile rompicoglioni ha impedito alla sinistra riformista di fare una bella alleanza con la Casaleggio e Associati. Ma che peccato!
  • Ognuno si fa la legge di bilancio a casa propria, come se vivessimo nei comuni del medioevo, che si facevano davvero le leggi a casa propria e poi passavano il tempo a farsi la guerra (quella vera, con sangue e morti, non solo commerciale) tra di loro. Non li sfiora il sospetto che il mondo oggi è leggermente diverso e che i nostri “concorrenti” sono continenti con centinaia di milioni, a volte miliardi, di persone e molte migliaia di miliardi di PIL. A “loro” basta farsi la leggina a casa loro … e poi chiedere la protezione al più potente di turno (la Russia di Putin, nel nostro caso). Come allora il Ducato di Parma e Piacenza (si fa per dire) chiedeva protezione ai Francesi o agli Asburgo. Una visione davvero moderna del mondo!
  • Sarebbero interferenze “esterne” il rispetto di trattati liberamente sottoscritti negli ultimi sessant’anni, che hanno permesso al continente di vivere il più lungo periodo di pace da che esiste la storia. Sarebbero interferenze i vincoli derivanti dall’appartenenza ad una moneta comune che ha permesso di godere di tassi di interesse ridotti come non mai, visto che dietro c’è un’economia continentale che vale un quarto di quella mondiale con una popolazione che è meno di un decimo. Tutte balle, trascurabili rispetto al peso dell’Italia da sola, che non arriva al 2,5% del PIL mondiale. Interferenze “esterne” quelle di una Commissione Europea espressione di tutti i Governi e di un Parlamento liberamente eletto da quasi mezzo miliardo di elettori, come se potessimo ancora considerare stranieri i francesi, i tedeschi, i belgi, gli spagnoli, …, appunti come qualche secolo fa. “Loro” sono molto moderni.

Ecco, la “loro” politica sarebbe questa, e sperano che anche altrove prevalga, così da avere sodali anche in altri Paesi, con i quali cominciare a litigare fin da subito, visto che i sovranisti per definizione difendono la loro sovranità, mica cercano alleanze …! Un divertente futuro di baruffe tra italiani, ungheresi, slovacchi, bulgari, cechi, forse anche qualche tedesco col chiodo in testa, senza dimenticare i francesi di giallo vestiti.

Un’allegra combriccola che allegramente andrà al confronto con USA, Cina, Russia, India, brandendo asce di guerra, picche, mazze ferrate.

Siamo pronti?

O vogliamo provare a mettere fine a queste pagliacciate e tornare a fare politica da europei maturi, consapevoli, civili, moderni per davvero?

Io credo che chi NON sta con “loro” deve distinguersi, deve dirlo chiaramente e scriverlo sul simbolo elettorale, per evitare fraintendimenti.

C’è chi vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa e chi vorrebbe tornare alle Crociate. Noi optiamo per la prima scelta.

E vorrei che fosse chiaro, scritto chiaramente, non solo sottinteso, perché potrebbe essere frainteso, e ne va del nostro futuro.

Se ancora serve ripeterlo: chiedo il bollino blu sul simbolo. Mi farebbe sentire molto più sicuro.

Ernesto Trotta

Torino