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Ribot, la supercar costruita come un jet

Un concentrato di tecnologia e di materiali innovativi per la prima vettura prodotta da Giano Automobili che sarà presentata a novembre.

di Redazione |

È un’autovettura sportiva che nasce come piattaforma tecnologica per trasferire innovazioni industriali sul mercato. Si chiama Ribot, è prodotta dalla GIANO Automobili, fondata dall’imprenditore Luigi De Falco, Presidente del Gruppo H2biz.

È un concentrato di tecnologia e materiali compositi: fibra di carbonio, titanio, grafene e kevlar balistico, materiale di derivazione militare, largamente utilizzato nella costruzione dei jet. La Ribot, infatti, non è solo un’auto sportiva ma anche una piattaforma tecnologica sulla quale sono state sviluppate innovazioni di prodotto e di processo di derivazione aerospaziale come i materiali compositi, il compressore centrifugo, un sistema per aumentare la potenza del motore in economia di peso e l’aerodinamica attiva.

L’auto prende il nome dal leggendario cavallo da corsa italiano degli anni ’50 che vinse tutto e i cavalli da corsa saranno una costante nella produzione della GIANO Automobili.

Infatti, la Ribot è il primo di una serie di modelli che la nuova Casa automobilistica vuole portare sul mercato, ciascuno caratterizzato, oltre che dalla sportività, anche da un elevato tasso di innovazione. Innovazione che sarà poi messa a disposizione di altri costruttori, come il powertrain ibrido super compatto in fase di sviluppo e i flussi aerodinamici utilizzati come un turbo per incrementare la potenza del motore.

Il motore è termico: 3.500 cm3, 6 cilindri a V con compressore centrifugo e potenze variabili, a seconda della versione, dai 500 ai 600 cv. Le prestazioni, anche in considerazione della leggerezza della vettura, sono allineate a quelle delle migliori supercar sul mercato: velocità massima oltre 310 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 3,7 secondi e frenata 100-0 km/h in 30,3 metri (i dati si riferiscono alla versione base da 500 cv).

Il cambio è rigorosamente manuale a sei rapporti, per conservare il gusto della guida “old style”.
La Ribot monta di serie il ripartitore di frenata nell’abitacolo, come sulle auto da corsa.

L’auto è “connessa”, ha un sistema di entertainment avanzato, connessione wi-fi e collegamento h24 alla centrale operativa GIANO per monitorare costantemente i parametri dell’auto e per modificare da remoto alcune configurazioni dinamiche.

È previsto un livello di personalizzazione estremo della vettura, oltre agli interni, ai colori e ai cerchi, sarà possibile configurare in fabbrica anche le caratteristiche dinamiche della Ribot: il punto di stacco della frizione, la ripartizione della percentuale di frenata tra l’asse anteriore e quello posteriore, il tipo di ammortizzatori (a gas o meno) e il livello di contrasto del volante (più o meno diretto). I clienti potranno cucirsi addosso la macchina secondo le proprie preferenze.

È in corso di sviluppo anche la versione da competizione (GT3), che correrà nel 2018 probabilmente condotta dallo stesso Luigi De Falco, che ha un passato da pilota da corsa.

La Ribot sarà presentata al mercato a novembre 2017 e dovrebbe andare in produzione dall’inizio del 2018.