Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

 

Google è il brand più redditizio del mondo

Dopo cinque anni di dominio incontrastato, Apple cede lo scettro. 

di Redazione |

Google ruba lo scettro a Apple e diventa il marchio più redditizio del mondo, ossia quello in grado di generare maggiore fatturato. Un sorpasso storico dal momento che negli ultimi cinque anni il podio era stato saldamente nelle mani del produttore dell’iPhone. Le cose sono cambiate l’anno scorso, come indicano i risultati della Brand Finance Global 500, la classifica annuale che misura il valore economico e la posizione dei marchi nel pianeta.

GOOGLE BATTE APPLE – Secondo i dati elaborati dalla della società di consulenza strategica Brand Finance, nel corso del 2016 il valore di Google è aumentato del 24 per cento arrivando alla cifra stratosferica di 109,5 miliardi di dollari. A fronte di budget sempre più orientati al web - dove Google gioca un ruolo chiave e incontrastato considerando la sua posizione di leadership nella ricerca online – l’anno scorso il gruppo ha aumentato del 20 per cento i suoi ricavi pubblicitari. Google non dominava la classifica dal 2011. Il valore di Apple si è invece deprezzato del 27 per cento scendendo a 107,1 miliardi. Il gruppo di Cupertino ha lottato per mantenere la superiorità tecnologica. I nuovi iPhone hanno ridotto la redditività e sono emersi segnali che lasciano pensare ad una possibile saturazione del mercato per i prodotti dell’azienda, specie in Cina dove il mercato sta diventando più competitivo.

..CHE PERO’ ANNUNCIA UNA TRIMESTRALE RECORD - Una sensazione che non trova conferma nei dati del primo trimestre del nuovo esercizio (Apple chiude i bilanci il 24 settembre). Tra ottobre e dicembre Apple ha infatti realizzato un fatturato pari a 78,4 miliardi, contro i 75,9 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente: «siamo felici di annunciare che il risultato del trimestre natalizio ha generato il più alto fatturato trimestrale di sempre», ha commentato il numero uno del gruppo, Tim Cook, precisando che nei prossimi 4 anni la società intende raddoppiare il fatturato dei servizi, una strategia in linea con quella che stanno perseguendo anche Microsoft e Google. Tornando ai dati trimestrali, Apple ha realizzato vendite record per tutti i suoi prodotti. In particolare nel trimestre ha venduto 78,3 milioni di iPhone pari a un fatturato di 54,4 miliardi di dollari (+5 per cento su base annua). In crescita del 18 per cento i ricavi generati dai servizi e dell’1 per cento quelli derivanti dalle vendite di Mac (grazie soprattutto ai MacBookPro).

LEGO BATTE DISNEY - Oltre ad ordinare i brand per valore monetario, la Global 500 individua anche i marchi più forti, cioè quelli in grado di far salire, o di difendere, il valore dell’impresa: la resilienza del prezzo delle azioni Samsung e Wells Fargo è la testimonianza di come un brand può aiutare un'azienda a dominare una tempesta. In questa seconda classifica, con uno score di 92,7, Lego (196°) è tornato ad essere il brand più forte del mondo scalzando Disney. Buona parte di questo successo è dovuto agli accordi di licenza e partnership con l'industria dei media che hanno dato vita a Lego Star Wars, Lego Harry Potter e Lego Batman, guidando la crescita della società danese dei mattoncini colorati.  Google (1), Nike (28), Ferrari (258) e Visa (57) sono gli altri marchi più forti del mondo. 

I NOVE BRAND ITALIANI - Con un valore di 11,2 miliardi, Eni è il primo brand italiano e grazie ad una crescita del 26 per cento raggiunge la 122° posizione. In classifica troviamo anche Enel (203°), Gucci (219°), Telecom Italia Gruppo (239°), Ferrari (258°), Gruppo Generali (301° - cambiati i parametri delle assicurazioni), Intesa Sanpaolo Gruppo (371°), Poste Gruppo (423°) e Prada (463°). Escono dalla classifica Fiat e Unicredit. In particolare Ferrari ha riconquistato la AAA+ grazie ad un netto miglioramento degli investimenti - tra cui la qualità del prodotto e l'esposizione del brand - e dei ritorni - margine e fatturato. «Dal 2005 al 2015 la crescita delle imprese italiane è stata quasi zero, mentre il valore dei marchi e degli altri asset intangibili italiani è cresciuto (CAGR) del 16 per cento. Anche per questo il governo italiano non si è limitato agli incentivi sui brevetti, ma ha aggiunto quelli sui marchi, in deroga agli standard internazionali e lo scorso anno ha introdotto un forte incentivo fiscale sui redditi originati dagli intangibili, il Patent Box», afferma Massimo Pizzo Managing Director Italia di Brand Finance, aggiungendo che «soprattutto nelle fasi attuali di M&A, per determinare un fair value, sarebbe opportuno sempre considerare anche il valore del marchio».