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2016 record per LVMH

Niente crisi per il re del lusso. Buone performance in tutte le divisioni e su tutti i mercati.   

di Redazione |

Conti record per LVMH nel 2016, nonostante il contesto economico e politico non brillante. Bernard Arnault, patron del gruppo numero uno al mondo nel lusso, invita però alla cautela annunciando che troppe incertezze legate alla Brexit e alla nuova era Trump potrebbero rendere la seconda parte del 2017 più difficile.  

Considerato il barometro del fashion luxury, i dati del colosso francese vengono sempre letti con attenzione. Nel complesso l’anno scorso i ricavi hanno segnato una progressione del 5 per cento raggiungendo i 37,6 miliardi di euro (+6 per cento la crescita organica) mentre nei 12 mesi l’utile netto è salito dell’11 per cento a 3,9 miliardi. Al buon risultato ha contribuito una ripresa delle vendite negli Stati Uniti, in Europa e anche in Asia e la performance positiva di tutte le divisioni del gruppo.  

«Il gruppo ha realizzato un’eccellente performance in un contesto di instabilità geopolitica ed economica» ha commentato Bernard Arnault, precisando di aspettarsi un ulteriore rafforzamento del brand del gruppo anche se il contesto resta ancora incerto.

Nel dettaglio, l’anno scorso la divisione moda e pelle, protagonista durante l’anno con la cessione di Donna Karan e l’acquisizione del brand di valigie Rimowa, ha segnato un incremento del 3 per cento a 12,7 miliardi (+4 per cento crescita organica). È cresciuta del 6 per cento a 4,9 miliardi (+8 per cento crescita organica) la divisione profumi e cosmetici grazie anche al buon andamento delle fragranze Christian Dior. Ricavi in crescita del 5 per cento a 3,4 miliardi per la divisione gioielli grazie soprattutto al buon andamento di Bulgari in Cina e Corea e del brand Tag Heuer negli orologi di lusso. Performance positivi, infine, anche per la catena di profumeria Sephora per e per le vendite digitali che hanno messo a segno un progresso del 7 per cento a 11,9 miliardi.

La sorpresa più positiva per gli analisti è stata però l’accelerazione messa a segno da LVMH nel quarto trimestre, con i ricavi saliti del 9 per cento (+8 per cento su base omogenea) a 11,27 miliardi. In particolare la divisione moda e pelle, che comprende brand come Louis Vuitton, Fendi e Givenchy, ha registrato nel quarto trimestre un aumento delle vendite del 9 per cento, quasi il doppio del 5 per cento atteso dagli analisti. In crescita del 7 per cento anche a divisioni alcolici grazie alla buona crescita negli Stati Uniti e alla ripresa delle vendite di cognac in Cina e negli altri mercati asiatici.