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Tod's migliora nel quarto trimestre

Il gruppo annuncia l'adesione al Patent box e investe sul digitale. In calo nel complesso i ricavi 2016.

di Redazione |

Il 2016 termina per il gruppo Tod’s con ricavi per 1,004 miliardi, in calo del 3,2 per cento rispetto all'anno precedente. La flessione del fatturato si è però ridotta nel quarto trimestre, archiviato con una contrazione dell’1,5 per cento a 246,3 milioni: un risultato che evidenzia un significativo miglioramento rispetto all’andamento dei primi nove mesi del 2016, a conferma del successo ottenuto dalle collezioni dell’Autunno/Inverno focalizzate su prodotti iconici ed evergreen, commentano dal gruppo che fa capo alla famiglia Della Valle.

«Anche i primissimi segnali di vendita delle nuove collezioni estive sono positivi e questo ci conferma di essere nella giusta direzione: la strategia adottata sta dando buoni segnali. Stiamo lavorando – ha precisato il presidente e amministratore delegato Diego Della Valle – per sviluppare bene e velocemente la divisione digitale che è, e sarà sempre di più, fattore determinante di successo. Per quanto riguarda l’e-commerce, la struttura sarà ancora più efficiente, pronta a cogliere tutte le opportunità che il mercato offrirà».

La svolta del gruppo – avvallata anche dall'ingresso nell'azionariato di un socio importante come Andrea Bonomi, diventato, grazie all’acquisto del 3 per cento del capitale, uno dei grandi azionisti di Tod’s insieme a LVMH e al fondo Oppenheimer – passa anche attraverso la «crescita organica dei punti vendita esistenti, che hanno un grande potenziale, e sull’apertura di alcuni negozi di nuova generazione, che siano capaci di attrarre i consumatori offrendo loro esperienze d'acquisto totalmente nuove. Gli uffici stile – ha ancora sottolineato Diego Della Valle – hanno avuto importanti cambiamenti, necessari per attuare il nuovo piano strategico; la squadra manageriale, in parte rinnovata, sarà presto completata con nuovi arrivi, potenziando tutte le competenze necessarie per gestire il Gruppo, che sarà in questo modo pronto per affrontare un mercato in forte e rapido cambiamento». 

Tod's ha anche annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate per aderire al cosiddetto Patent box (sull'esempio di quanto già annunciato da Salvatore Ferragamo), ossia quel regime di tassazione agevolata per le imprese che producono redditi attraverso l’utilizzo diretto o la concessione a terzi di diritti di proprietà intellettuale. L’accordo riguarda gli anni di imposta 2015-2019 e potrà essere rinnovato per altri cinque anni.  La quantificazione del beneficio fiscale, precisa il gruppo Tod’s, potrà essere fatta solo in sede di predisposizione del bilancio di esercizio indicando però che l’applicazione del metodo di calcolo del reddito agevolabile concordato con l’Agenzia delle Entrate determina un incremento dell’utile netto 2015 di circa il 4 per cento.

Tornando ai dati preliminari di fatturato 2016, il gruppo precisa che i ricavi del marchio Tod’s sono ammontati a 559 milioni, in calo del 6,7 per cento principalmente a causa della forte diminuzione del traffico di clienti nei negozi, soprattutto di turisti. Buona l’accoglienza, invece, per le nuove collezioni, che privilegiano i prodotti più iconici. In flessione anche il marchio Hogan, con ricavi pari a 214,2 milioni, principalmente a causa del mercato domestico mentre sono positivi i risultati all’estero. Sono invece salite del 5,3 per cento le vendite del marchio Fay, a 62,6 milioni, con una decisa accelerazione nel quarto trimestre e performance positive in tutte le aree geografiche in cui il marchio è distribuito. In aumento, del 6,6 per cento, anche i ricavi del marchio Roger Vivier, saliti a 166,3 milioni.  

Dal punto di vista geograafico, sul mercato domestico i ricavi hanno segnato una contrazione del 3,5 per cento a 311,5 milioni ma con un evidente miglioramento dell’andamento nell’ultimo trimestre. Nel resto dell’Europa, le vendite sono apparse invece in lieve crescita, ad eccezione di Francia e Regno Unito, arrivando a 250 milioni. In flessione dell'8,4 per cento a 97,6 milioni i ricavi nelle Americhe, in seguito alla debolezza dei consumi principalmente legata al calo dei turisti, e del 6,8 per cento a 210,3 milioni quelli realizzati in Greater China dove ha pesato la debolezza di Hong Kong mentre Cina e Macao hanno visto performance positive. In lieve crescita i ricavi nel Resto del Mondo, grazie soprattutto a Corea e Giappone.