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Cambio di marcia per Tod's

Dopo un 2016 non facile, il gruppo rialza la testa e accoglie Bonomi nell'azionariato. 

di Redazione |

L’ingresso del finanziere Andrea Bonomi nel capitale di Tod’s con un quota del 3 per cento non avrà alcun effetto sull’assetto azionario della società di moda e non comporterà modifiche al piano industriale. La precisazione arriva dallo stesso Diego Della Valle che ha sottolineato come Tod’s sia «la migliore opportunità finanziaria nel mercato made in Italy del lusso. Andrea ha fatto bene ad entrare e credo che trarrà delle grandi soddisfazioni».

Attraverso Strategic Capital, un fondo che investe in quote di minoranza di aziende quotate, Bonomi ha rilevato sul mercato azionario un milione di azioni Tod’s per un importo pari a 60 milioni, collocandosi così tra i grandi azionisti della società di moda, subito alle spalle di Lvmh, che ha il 3,46 per cento, e del fondo Oppenheimer, che possiede il 3,7 per cento.   

Non si tratta certo di un’operazione ostile, sottolineano gli analisti, fiduciosi che l’arrivo di un investitore forte come Bonomi possa essere di aiuto al rilancio di Tod's, a cui fanno capo anche i brand Hogan, Fay e Roger Vivier. Per Bonomi, che insieme a Della Valle aveva combattuto la battaglia in Rcs nel tentativo (non riuscito) di respingere la scala di Cairo, l’acquisizione rientra piuttosto in una scommessa finanziaria di medio-lungo termine su una società in fase di ristrutturazione. Il finanziare ha inoltre altri investimenti nel settore moda e disegn e attraverso Investindustrial controlla il brand di calzature Sergio Rossi, Artsana (Chicco), Flos e B&B.  

L’ingresso nell’azionariato di Bonomi ha ridato slancio al titolo Tod’s che, dopo aver guadagnato ieri il 7 per cento, avanza oggi di quasi l’1 per cento a 65,70 euro, allontanandosi sempre più dai minimi degli ultimi cinque anni di 47 euro toccati lo scorso luglio. Intanto il mercato aspetta il 25 gennaio quando il gruppo di Della Valle renderà noti i dati sulle vendite dell’intero esercizio 2016 e del quarto trimestre. A detta degli analisti, i dati sull’ultimo trimestre dovrebbero segnare un’inversione di rotta e mettere a segno un leggero aumento. Nei primi nove mesi Tod’s ha infatti visto i ricavi diminuire del 3,7 per cento.

Pesa sul gruppo il tentativo di diversificare la produzione verso abbigliamento e accessori. Dopo l’uscita del direttore creativo Alessandra Facchinetti, lo scorso anno, Tod’s potrebbe però tornare a concentrarsi sul core business delle calzature, con conseguente miglioramento della redditività grazie a un piano di contenimento dei costi, dicono gli analisti di Citi. I quali confermano il giudizio buy (acquistare) sul titolo aumentando però il target price da 57 a 69 euro in considerazione anche dei potenziali benefici che il gruppo potrebbe ottenere dall’adesione all’agevolazione fiscale del cosiddetto Patent Box, sulle orme di quanto fatto da Salvatore Ferragamo.