Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Più fondi per il made in Italy

Quest'anno il governo mette sul piatto 35 milioni per promuovere il settore nel mondo, il 45 per cento in più dell'anno scorso. 

di Redazione |

La vanità maschile sfila a Pitti Uomo, che si conferma la più importante manifestazione internazionale per il menswear. L’edizione in corso a Firenze (10-13 gennaio) vanta numeri importanti: 1.220 tra marchi e designer presenti, di cui 540 provenienti dall’estero (ossia il 44 per cento del totale) e 25mila visitatori attesi alla Fortezza da Basso. Ma soprattutto può contare sul supporto del governo, in questo momento più che mai vicino al settore della moda.

PIU' FONDI PER LA MODA. La staffetta Renzi-Gentiloni a Palazzo Chigi non ha infatti cambiato la politica di sostegno verso un comparto importante per l’economia che sta attraversando un periodo non facile. Questo il messaggio rassicurante arrivato da Firenze dove, inaugurando la nuova edizione di Pitti Uomo, il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e il presidente dell’Ice Michele Scannavini, hanno annunciato che i fondi per il 2017 destinati alla promozione della moda nel mondo saliranno a 35 milioni (il 45 per cento in più rispetto al 2016) sui 300 milioni totali del piano per il Made in Italy. Calenda ha inoltre rassicurato il settore riconoscendo la necessità di aprire i mercati, contrariamente ai proclami protezionistici lanciati da Trump, ben consapevole che, specie per le piccole medie imprese, le esportazioni rappresentano una vitale boccata d’ossigeno.   

FASHION IN FRENATA. D’altronde il settore moda è appena uscito da un anno difficile in cui si è dovuto destreggiare tra consumi stagnanti, crisi geopolitiche, attacchi terroristici, economia che fatica a mantenere lo slancio. Nel tentativo di contenere i costi e attrarre clienti, nei mesi scorsi i big del fashion hanno dato vita a iniziative rivoluzionarie come le sfilate unisex e il see now, buy now. Ma potrebbe non bastare. Il nuovo anno non si preannuncia facile. Tanti i motivi di incertezza: dall'arrivo di Trump alla guida degli Stati Uniti, alle elezioni politiche in Francia e Germania, alla Brexit a fronte di un'economia che non brillerà nemmeno nel 2017. Le aziende del settore saranno chiamate a fare nuovi investimenti, internazionalizzarsi, puntare sulle tecnologie digitali per competere. E avranno bisogno di un sostegno a 360 gradi da parte delle istituzioni. 

2016 IN FRENATA PER LA MODA UOMO. Per quanto riguarda in particolare il menswear italiano, i dati di preconsuntivo forniti dall’ufficio studi di Smi-Sistema Moda Italia in occasione di Pitti Uomo non sono particolarmente entusiasmanti e lasciano pensare a un 2017 in salita. Nel 2016 il fatturato del settore dovrebbe essere aumentato dello 0,9 per cento sfiorando i 9 miliardi di euro, in frenata rispetto alla crescita dell’1,4 per cento realizzata nell’anno precedente. Sul risultato ha pesato il rallentamento delle vendite oltreconfine, cresciute l’anno scorso dell’1,9 per cento a 5,8 miliardi contro il +2,3 per cento del 2015. In particolare, è crollata la domanda da parte degli Usa (-10 per cento nei primi nove mesi) e hanno frenato anche gli emergenti. In crescita invece le vendite in Germania (+7,1 per cento), Regno Unito (+7,7 per cento) e Spagna (+13,5 per cento). È invece migliorata la domanda interna, diminuita dell’1,6 per cento, contro il -3,4 per cento del 2015. E' invece tornato in positivo il valore della produzione grazie a un progresso dell’1,2 per cento (-3,5 per cento nel 2015).

.. E IL 2017 SI PRESENTA IN SALITA. Guardando all’anno appena iniziato, il quadro resta abbastanza incerto. Secondo le rilevazioni a campione condotte da Smi, gli ordini per la prossima P/E 2017 appaiono in flessione sia sul mercato interno (-4,3 per cento), sia da parte della clientela estera (-3,4 per cento). Gli operatori del settore moda maschile restano tuttavia ottimisti: l’86 per cento delle aziende del panel Smi dice di attendersi nel breve periodo una ‘stabilità’ delle condizioni congiunturali sperimentate nel corso del 2016.