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Woolrich, non solo parka

Da poco passato sotto il controllo della bolognese W.P. Lavori in Corso, a Pitti il brand debutta nelle calzature. 

di Redazione |

Dopo tanti brand italiani finiti in mani straniere, una notizia a lieto fine tanto più che si tratta di un licenziatario che rileva la casa madre americana. 

Un mese fa il passaggio in mani italiane, oggi il debutto nelle calzature come primo step verso una nuova strategia globale che passa attraverso diversificazione del prodotto e ingresso in nuovi mercati, specie in Cina. Inizia così la nuova stagione di Woolrich, il più antico brand americano di abbigliamento outdoor con alle spalle quasi 200 anni di storia: era il 1830 quando John Rich fondò il gruppo realizzando il piccolo lanificio Woolrich Woolen Mill, in Pennsylvania, ancora oggi attivo nella produzione di tessuti e coperte Made in Usa.

Da qualche settimana Woolrich Inc. è diventata italiana dopo che la bolognese W.P. Lavori in Corso presieduta da Cristina Calori – dal 1982 prima distributrice e poi licenziataria del brand in Europa e in Asia – ne ha rilevato il controllo dando vita alla Woolrich International, holding con sede legale a Londra e uffici operativi a New York, Woolrich, Bologna e Milano. Dopo tanti brand italiani finiti in mani straniere, una notizia a lieto fine, tanto più che si tratta di un licenziatario che rileva la casa madre americana. 

La nuova società inizia il suo cammino da Firenze, dove a Pitti Uomo svela un’inedita collezione firmata Woolrich di calzature per la città e per l’outdoor, da uomo e da donna, con suole esclusive realizzate dalla Vibram. Un tentativo per ampliare la gamma di prodotti finora dominata dall’Artic Parka, creato nel 1972 per i lavoratori del gasdotto in Alaska, e oggi considerato il parka per eccellenza diventando il prodotto-icona del brand. La sfida è ridurre la stagionalità puntando su capi spalla con un peso più leggero ma anche su accessori e altri capi di abbigliamento.

Una strategia che fa parte dell’ambizioso piano quadriennale con cui Woolrich International conta di raggiungere nel 2020 un fatturato di 266 milioni di euro, dai 170 milioni stimati per il 2016, attraverso una crescita annua media del 12 per cento. L’espansione sarà supportata da un piano di investimenti di circa 45 milioni di euro, principalmente destinato allo sviluppo del retail con l’obiettivo di raggiungere un totale di oltre 60 punti vendita. Un’attenzione particolare sarà destinata alla penetrazione in Giappone e Corea e soprattutto al mercato cinese per il quale è previsto la costituzione di una società dedicata.

E al termine del piano c’è anche l’ipotesi quotazione. Il gruppo pensa infatti a «una IPO presso una borsa internazionale al fine di sostenere la seconda fase di crescita sui mercati emergenti e con più alto potenziale. L’attuazione dell’IPO sarà valutata anche alla luce di alleanze strategiche che possano portare ad una accelerazione della realizzazione del piano 2017 – 2020».

Fondata nel 1982 da Cristina Calori, da sempre la mission di W.P. Lavori in Corso è la ricerca, distribuzione e licenza dei migliori brand originali provenienti da tutto il mondo, assicurandone il miglior posizionamento. W.P. è distributore mondiale e licenziatario dei marchi Baracuta, Spiewak e B.D. Baggies. W.P. è anche distributore di Barbour, Blundstone e Palladium. La rete di vendita di W.P. Lavori in Corso comprende 4 Barbour Store, 2 Baracuta Store, 10 WP Store e 25 Woolrich Store. Nel 2015 il gruppo ha realizzato un fatturato di 144 milioni di euro.