Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La rinascita di Schiaparelli

La maison rilanciata da Diego Della Valle è stata ammessa nel ristretto club delle maison di Haute Couture. 

di redazione |

In foto, modello della collezione Schiaparelli haute-couture autunno-inverno 2016/17

 

Elsa Schiaparelli è stata negli anni ’30 la grande rivale di Coco Chanel. Merito dei suoi eleganti abiti e delle collaborazioni con artisti come Salvador Dalì e Jean Cocteau. Ma a differenza di Mademoiselle Coco, ebbe meno fortuna. Fondato a Parigi nel 1927, il brand Schiaparelli chiuse i battenti nel 1954, lo stesso anno in cui Coco Chanel tornò al lavoro dopo la pausa forzata per la guerra.

Oggi il brand è risorto ed è ritornato a pieno titolo nell’Olimpo della haute couture, massimo riconoscimento per una maison di moda. La notizia è ufficiale: Schiaparelli è stato ammesso nel ristretto club delle case d’alta moda parigine e potrà fregiarsi del titolo di maison di haute couture. Lo ha deciso lo scorso 16 dicembre la Chambre Syndicale de la haute couture, che ha ammesso nel ristretto club anche il brand francese Julien Fournié.

La denominazione di grand couturier è infatti protetta dalla legge francese e attribuita esclusivamente dal Ministero dell’Industria d’Oltralpe a selezionate case di moda. Abiti rigorosamente confezionati a mano e realizzati su misura per le donne più ricche del mondo: questa è l’essenza dell’alta moda, che vive solo nella capitale francese. Al momento, sono 15 i brand che possono fregiarsi del titolo di maison di alta moda: oltre a Schiaparelli e Julien Fournié, fanno parte del gotha della moda Chanel, Dior, Givenchy, Jean Paul Gaultier, Maison Margiela, Giambattista Vialli, Franck Sorbier, Adeline Andre, Alexandre Vauthier, Alexis Mabille, Maurizio Galante, Stephane Rolland e Yiqing Yin. Un’altra ventina di maison sono considerate guest member e tra queste figurano Armani, Valentino, Versace, Giambattista Vialli, Elie Saab.  

Un successo per il patron di Tod’s, Diego Della Valle, che nel 2007 ha deciso di rilevare i diritti su Schiaparelli e ne ha curato il rilancio. Merito anche di Bertrand Guyon, dal 2015 direttore creativo del brand.