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Moda, le sfide del 2017

Il quadro economico resta incerto, ma i manager del settore si dichiarano ottimisti.

di Redazione |

Dopo un 2016 volatile e non particolarmente esaltante nei numeri, la moda si prepara ad accogliere un 2017 più proficuo. Le stime indicano un incremento del fatturato a livello mondiale tra il 2,5 e il 3,5 per cento il prossimo anno, a fronte della crescita del 2-2,5 per cento attesa per il 2016. D’altronde il fashion è un comparto strettamente ciclico che segue e rispecchia le aspettative economiche. E gli esperti dicono che il prossimo anno la crescita mondiale dovrebbe attestarsi al 3,4 per cento, contro il 3,1 per cento del 2016.

Sono queste le indicazioni che emergono dal BoF-McKinsey Global Fashion Survey, anche se da una lettura più dettagliata del sondaggio condotto tra i top manager del settore affiora che solo il 40 per cento degli intervistati ha detto di attendersi un miglioramento delle condizioni per l’industria della moda nel 2017. Il 37 per cento prevede un peggioramento e un'altra fetta di intervistati, specie tra i marchi di fascia più alta, non si aspetta nessun tipo di ripresa per il prossimo anno.

Il clima appare dunque in via di miglioramento ma ancora incerto. Sul fronte macroeconomico, non mancheranno fattori di preoccupazione. Si va dalle politiche commerciali e fiscali del nuovo inquilino alla Casa Bianca al prezzo del petrolio, dalle conseguenze della Brexit alle potenzialità di crescita della Cina e del Giappone. Non ci sono quindi le condizioni, nemmeno per il 2017, affinché il settore torni a crescere a ritmi superiori a quelli del Pil mondiale, come accadeva regolarmente fino a qualche anno fa.  

L’industria della moda dovrebbe però entrare nel nuovo anno rafforzata da politiche di riorganizzazione aziendale. In generale le aziende del settore hanno dismesso i brand meno redditizi e tagliato i costi, anche operando su una riduzione delle linee e un accorpamento delle sfilate uomo-donna. Ma soprattutto hanno rafforzato le strategie di crescita attraverso un rinnovamento dei vertici che nei mesi scorsi ha portato a un vorticoso giro di poltrone di direttori creativi e manager ma anche attraverso nuovi accordi di collaborazione e acquisizioni.

Oltre all’economia globale, i manager del settore dovranno fare i conti anche con i cambiamenti che stanno avvenendo dentro il settore stesso della moda: nuovi comportamenti d’acquisto da parte dei consumatori, escalation delle vendite online, tempi sempre più rapidi di riassortimento dei negozi, l’implosione delle stagioni, la digitalizzazione dell’industria e altro ancora. Sfide che possono anche portare a nuove opportunità di crescita per quelle aziende che saranno in grado di migliorare la customer experience, che per il settore rimane uno dei driver chiave anche per il il 2017, e integrare al meglio i diversi canali di vendita.  

Una cosa è certa. Nel 2017 i piani industriali del settore saranno focalizzati più sulla crescita organica che sul taglio dei costi. Solo il 5 per cento degli intervistati del BoF-McKinsey Global Fashion Survey ritiene che il contenimento delle spese da solo basterà a far crescere i profitti. L’impressione generale è che tutto quello che si poteva tagliare sul fronte costi è già stato tagliato e ora è giunto il momento di concentrare sforzi e energie sulla crescita attraverso investimenti finalizzati ad espandere l’attività. Ecco perché, nonostante le tante incertezze, i manager del settore appaiono più ottimisti sul nuovo anno.