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Inditex accelera le vendite del Natale

Ricavi in crescita a doppia cifra nei primi nove mesi dell'anno per il gruppo spagnolo che continua a battere la concorrenza. 

di Redazione |

Inditex ha archiviato altri nove mesi in forte crescita. L’impero spagnolo della moda pronta – che controlla tra l’altro Zara, Pull&Bear, Bershka, Stradivarius, Oysho, Massimo Dutti - continua ad attrarre consumatori sia nei negozi fisici sia online e si avvia a chiudere la stagione natalizia con vendite in accelerazione.

Il fashion retailer spagnolo ha annunciato ricavi in crescita dell’11 per cento a 16,4 miliardi di euro nei primi nove mesi rispetto all’analogo periodo 2015 e un utile netto salito del 9 per cento a 2,21 miliardi grazie a vendite che son cresciute in tutte le zone geografiche, dall’Europa all’Asia, come ha precisato il Ceo del gruppo, Pablo Isla, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati.

Un successo dovuto anche alle iniziative intraprese negli ultimi anni che hanno portato ad una gestione più efficiente delle scorte e ad una maggiore rapidità di riassortimento dei negozi. Proprio grazie a questa strategia, le vendite del gruppo spagnolo non hanno risentito, a differenze dei concorrenti, di un inverno dal clima particolarmente mite, in quanto è riuscito a produrre e rifornire i punti vendita con capi più leggeri mantenendo comunque su valori modesti le scorte.

Il quarto trimestre, quello monitorato più da vicino dagli analisti, sta confermando il trend positivo. Tra il primo novembre e il 12 dicembre le vendite sono accelerate mettendo a segno un aumento del 16 per cento, un dato che analisti giudicano superiore alle attese.

Da inizio anno il gruppo ha creato 9.000 posti di lavoro, di cui un quinto in Spagna, e ha aperto 227 negozi in 50 mercati. In tutto oggi può contare su 7.240 punti vendita in 93 mercati, mentre sono 41 i paesi raggiunti dal servizio di vendite online.

Tutto questo non è però bastato al mercato, dove il titolo ha ceduto terreno chiudendo la seduta in negativo. Un comportamento dettato dalla prudenza dal momento che le vendite dei nove mesi erano in linea con le attese e il bilancio di quelle natalizie è ancora da scrivere.

A pesare sul titolo anche le denuncia, arrivata qualche giorno fa, dai Verdi europei, secondo cui il gruppo avrebbe eluso il fisco per almeno 585 milioni tra il 2011 e il 2014 soprattutto in Olanda, Irlanda e Svizzera ma anche in Italia (57 milioni).