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Armani guida le quotabili della moda

Ai vertici della classifica Pambianco anche Valentino, Zegna, Versace e D&G. Sette le new entry tra cui Morellato e Lardini. 

di Redazione |

Nella foto un modello Armani della collezione autunno inverno 2016/2017

Sette new entry e diversi spostamenti all’interno della classifica rispetto a un anno fa danno il polso di un settore vivace e in movimento. La classifica di Pambianco sulle società quotabili della moda è giunta all’undicesima edizione e riserva come sempre interessanti spunti sull’andamento del settore.

Per i gruppi della moda e del design, la crescita è un fattore fondamentale considerando le opportunità di sviluppo del made in Italy sui mercati esteri. Per trovare mezzi finanziari a sostegno dell’internazionalizzazione, la Borsa resta uno dei canali più interessanti in quanto offre una spinta operativa e un’immediata visibilità.

Al vertice delle 50 società della moda con le carte in regola per quotarsi nell’arco dei prossimi 3/5 anni c’è ancora Armani, seguito quest’anno da Valentino (era al settimo posto l’anno scorso), Ermenegildo Zegna (perde una posizione), Gianni Versace (sale di un gradino) e Dolce&Gabbana (scende di un livello).

Le sette new entry della classifica coprono un po’ tutti i settori e comprendono: Golden Goose (calzature), Golden Lady (calzetteria), Gianvito Rossi (calzature), De Rigo (occhiali), Lardini (abbigliamento), Morellato (gioielleria) e Bottega Verde (beauty).

Non necessariamente i gruppi usciti dalla classifica hanno avuto performance peggiori rispetto a quelle di un anno prima. Semplicemente i nuovi entrati hanno avuto un andamento più dinamico conquistandosi un posto nella classifica in base ad un rating che viene assegnato sulla base di otto parametri differenti che variano di anno in anno. E non necessariamente le società citate dalla classifica andranno in Borsa in quanto ciò dipende da precise scelte strategiche aziendali. Essa rappresenta però una sorta di rating sul valore delle aziende, come spiega il rapporto Pambianco.

Nel complesso i conti delle 50 società della moda mostrano una buona tenuta. Il fatturato aggregato 2015 presenta un incremento dell’8,4 per cento (a 19,79 miliardi), solo leggermente più basso rispetto alla crescita dell’8,7 per cento del 2014. Una limatura anche per l’Ebitda margin che si assesta al 13,9 per cento da 14,3 per cento dell’anno precedente.

Più solidi i conti economici delle 15 società quotabili del design, la cui classifica è giunta alla quinta edizione.  Ai vertici troviamo gli stessi gruppi di un anno fa, ossia Flos, Kartell, B&B Italia, Minotti, Molteni. Cattelan (Arketipo) è l’unica new entry del settore. I ricavi aggregati del settore sono aumentati nel 2015 del 7,3 per cento (a 2,19 miliardi), in accelerazione rispetto alla crescita del 4,7 per cento del 2014. In rafforzamento anche l’Ebitda margin salito al 15,1 per cento da 14,1 per cento dell’anno precedente.