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Segnali di ripresa per il lusso

Dopo le trimestrali migliori delle attese, l'indice azionario del settore ha guadagnato in ottobre il 6 per cento. 

di Redazione |

Nella foto: immagini della sfilata Gucci primavera/estate 2017 

A ottobre le quotazioni dei titoli del lusso rialzano la testa in Borsa dopo che i mesi estivi hanno consegnato risultati aziendali migliori delle attese. E così il Saving Luxury index è salito nello scorso mese del 6 per cento a fronte di un andamento piatto dell’indice MSCI World.

Tra le grandi maison del lusso ad aver riportato dati trimestrali positivi ci sono i due big del comparto: LVMH e Kering. La prima ha visto i ricavi salire più delle attese con un incremento del 7 per cento rispetto a un anno prima, merito della Cina che ha fatto da trino alla domanda.

Il rilancio pienamente riuscito di Gucci, le cui vendite sono salite del 17 per cento nel trimestre luglio-settembre, hanno invece impresso un’accelerazione ai conti di Kering, i cui ricavi sono tornati a crescere a doppia cifra, +13 per cento, cosa che non accadeva dal 2012. Il titolo alla Borsa di Parigi ha così raggiunto il massimo degli ultimi 15 anni, con un progresso nel mese di ottobre del 12,5 per cento.

Sono entrambe notizie confortanti. LVMH è il più grande gruppo mondiale del lusso e rappresenta in un certo senso il benchmark del settore. L’aumento delle vendite del gruppo francese lascia quindi ben sperare in una ripresa del segmento luxury, nonostante le previsioni poco incoraggianti che indicano per quest’anno una frenata e una crescita di appena l’1 per cento per il comparto a livello mondiale.

I dati di Kering confermano invece che il rilancio di un brand è possibile anche in presenza di una quadro macroeconomico poco favorevole. Lo dimostra il sorprendente recupero di Gucci, grazie anche all’abilità del nuovo direttore creativo Alessandro Michele, come pure l’andamento di Yves Saint Laurent, altro brand blasonato sotto l'ombrello di Kering, che nel trimestre estivo ha realizzato un balzo molto importante del fatturato.

Altre maison non sono riuscite a far decollare le vendite. Nonostante la sterlina debole post Brexit, soffre Burberry, e non riparte Tod’s che ha segnato un calo dei ricavi del 15 per cento nei primi nove mesi dell’anno rispetto all’analogo periodo 2015. Il titolo però a piazza Affari si è mosso al rialzo con un incremento di oltre il 13 per cento sulla scia di aspettative di ripresa nella parte finale dell’anno. Progressi significativi delle quotazioni sono stati messi a segno anche da Luxottica e Safilo mentre Moncler è rimasta al palo.