Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Trimestre sopra le attese per LVMH

In ripresa le vendite di moda e pelletteria tra giungo e settembre. 

di Redazione |

Un trimestre superiore alle attese per LVMH, il più grande gruppo al mondo nel settore dei beni di lusso grazie a marchi come lo champagne Moet & Chandon, il cognac Hennessy, gli orologi TAG Heuer, i gioielli Bulgari e maison di moda tra cui Louis Vuitton, Christian Dior, Celine, Fendi, Loro Piana, Loewe, Kenzo, Marc Jacobs.

I conti relativi al periodo luglio-settembre hanno messo in evidenza un incremento organico delle vendite a 9,14 miliardi di euro, in aumento del 6 per cento rispetto all’analogo periodo 2015 e in accelerazione rispetto ai primi sei mesi dell’anno. I dati sono migliori rispetto alle previsioni degli analisti, che avevano stimato un incremento dei ricavi del 4 per cento a 8,92 miliardi.

A sostenere le vendite sono state le performance migliori delle attese realizzate nel settore pelletteria e moda, aumentate su base annua del 5 per cento nel trimestre, a fronte di previsioni di crescita del 2 per cento. Dal punto di vista geografico, ad esclusione del Giappone, l’Asia ha mostrato un miglioramento significativo della domanda nel trimestre, mentre gli Stati Uniti restano ben posizionati come pure l’Europa ad eccezione, precisa il gruppo, della Francia dove continua a farsi sentire il calo di turisti a seguito degli attentati terroristici.

Notizie dunque positive, che hanno fatto affluire acquisti sul titolo in Borsa ma che non dissolvono i dubbi degli analisti. Il gruppo non riporta dati trimestrali sulla redditività quindi sarà necessario attendere i conti di fine anno per capire l’impatto sul risultato d’esercizio in un anno che non è stato dei più favorevoli per il lusso se perfino una maison come Hermes ha annunciato per la prima volta nella sua storia di non riuscire a raggiungere il target di vendite.

Anche LVMH ha registrato un rallentamento consistente dei ricavi se si considera che nei primi nove mesi del 2015 i ricavi erano aumentati del 18 per cento mentre nei nove 2016 il fatturato ha segnato una crescita organica del 5 per cento a 26,3 miliardi.

In questo caso il contributo maggior è arrivato dal comparto Vini e Alcolici, con vendite salite del 7 per cento (+3 per cento le vendite di Champagne, + 9 per cento quelle di Cognac Hennessy) a 3,2 miliardi, e da quello Profumi e Cosmetici, le cui vendite sono aumentate dell’8 per cento a 3,5 miliardi. Bene anche la divisione Orologi e Gioielli, in aumento del 6 per cento a 2,4 miliardi e la Distribuzione che ha segnato progressi del 6 per cento a 8,2 miliardi grazie soprattutto al buon andamento della catena di profumerie Sephora che sta crescendo in tutto il mondo con incrementi a doppia cifra. Nel periodo gennaio-settembre la divisione Moda e Pelletteria ha invece segnato un modesto incremento del 2 per cento (su base organica) a 8,9 miliardi di euro.  

Il futuro resta incerto. «In un contesto geopolitico e monetario incerto, LVMH proseguirà la propria politica che punta sull’innovazione ed espansione geografica, soprattutto nei paesi più promettenti», sottolinea il gruppo guidato da Bernard Arnault in una nota.

A inizio ottobre LVMH ha annunciato l’acquisizione, per 640 milioni di euro, dell’80 per cento del marchio tedesco di valigie di lusso super leggere Rimowa. La società è stata fondata a Cologna nel 1898 e ed è stata a prima azienda a realizzare valigie in alluminio nel 1937 e di policarbonato nel 2000. Quest’anno l’azienda dovrebbe raggiungere un fatturato pari a 400 milioni di euro. LVMH acquisterà la quota da Dieter Morszeck, nipote del fondatore di Romowa, che resterà in azienda con una quota minoritaria del capitale e con funzioni di leadership. L’operazione, soggetta all’approvazione delle competenti autorità e dovrebbe essere perfezionata a gennaio 2017.