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La seconda vita di Curiel

Una mostra a Milano celebra il brand e lo proietta nel futuro con il lancio della nuova collezione Curiellino.   

di Redazione |

Nella foto un’immagine della sfilata di Curiel Couture ad Alta Roma 


Da qualche mese il gruppo Curiel è passato ai cinesi di RedStone e lo storico brand di Alta Moda sta vivendo una nuova giovinezza. A novembre aprirà il nuovo atelier in via Montenapoleone mentre a febbraio sarà inaugurato uno store a Shanghai, ma in programma ci sono anche uno spazio a New York e forse un negozio a Londra.

“La rivoluzione del marchio Curiel sarà sotto gli occhi di tutti”, afferma con entusiasmo Gigliola Curiel inaugurando a Milano la mostra Curiel – History and Future, dedicata al marchio di moda nato a Trieste grazie all’impegno di Ortensia Curiel e poi approdato nel 1945 a Milano nell’atelier prima di Via Durini e poi via Borgogna 1.

La mostra, realizzata nella ex chiesa di San Carpoforo in via Formentini, non è solo un omaggio al passato di questa maison dall’impronta sartoriale ma vuole anche essere un punto di partenza per proiettare il brand verso il futuro, per guardare avanti e cogliere le possibilità di crescita e rilancio che in questo momento ha di fronte. Una parte della mostra è infatti dedicata al lancio di “Curiellino, una capsule collection dove ho reinterpretato uno dei capisaldi del brand, destinata a diventare una nostra terza linea”, spiega Gigliola. Si tratta ovviamente di quel “little black dress” che è stato in un certo senso l’immagine più emblematica del brand.   

In base ai nuovi piani di sviluppo messi a punto con RedStone, le collezioni Curiel saranno tre: couture, ready to wear e Curiellino. “Saranno tutte realizzate in Italia”, assicura Gigliola che in qualità di general manager si occuperà di supervisionare lo stile e anche tutti gli aspetti legati alla produzione.