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Lusso sotto pressione

Richemont e Hermès vedono un futuro incerto e abbassano le previsioni. Giù i titoli in Borsa. 

di Redazione |

La crisi dei consumi ha investito e travolto anche il lusso al punto che qualche analista è arrivato a mettere in dubbio il potenziale di crescita di lungo periodo del comparto. Forse si tratta di un giudizio eccessivamente prudente, ma è un dato di fatto che perfino due big del calibro di Richemont e Hermès hanno alzato bandiera bianca di fronte a vendite in calo e previsioni incerte per la parte restante dell’anno.  

Il gruppo svizzero - a cui fanno brand di gioielli e orologi di lusso come Cartier, IWC e Vacheron Costantin - ha messo le mani avanti annunciando che probabilmente l’utile operativo del primo semestre, che si chiude a settembre, sarà inferiore del 45 per cento rispetto a un anno prima. E’ vero che sul dato pesano oneri straordinari di ristrutturazione, ma la flessione risulta comunque superiore a quanto stimato dagli analisti.

In calo anche i ricavi, diminuiti su base annua e a cambi costanti del 13 per cento nei cinque mesi da aprile ad agosto, anche in questo caso la flessione è superiore a quella prevista dalla comunità finanziaria. Come ha spiegato Richemont in occasione dell’assemblea annuale oggi a Ginevra, a pesare sui ricavi è stata soprattutto la debolezza della domanda proveniente da Hong Kong, il maggiore mercato di sbocco del gruppo dove i rivenditori hanno registrato montagne di orologi invenduti, e dalle principali capitali europee, colpite da un calo di flussi turistici in seguito agli attentati terroristici. In particolare, le vendite in Giappone sono calate del 25 per cento e in Europa del 18 per cento.  

Purtroppo le previsioni sulla seconda parte dell'anno non lasciano intravedere schiarite. “Siamo convinti che l’attuale contesto negativo nel suo complesso probabilmente con cambierà nel breve periodo”, ha spiegato il gruppo in una nota. Previsioni che hanno mandato in rosso il titolo alla Borsa di Zurigo con perdite lungo tutto il comparto lusso in Europa.  

 

Ad alimentare le vendite sui titoli comparto è anche la prudenza di Hermés, i cui titoli alla Borsa di Parigi perdono il 6 per cento. Il Chief Executive della maison francese, Axel Dumas, ha dichiarato che il risultato netto del secondo trimestre sarà inferiore a quello del primo e che i ricavi saranno in crescita ma senza precisare di quanto: il gruppo ha infatti deciso di rinunciare a dichiarare il target di crescita del fatturato. “Dobbiamo essere sinceri e trasparenti. Vediamo una prima metà dell’esercizio migliore di quanto ci aspettavamo ma vediamo molte incertezze attorno a noi e la rigidità di una guidance scritta ci rende meno flessibili” ha spiegato il manager.