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Lusso, i conti non deludono

A luglio il settore ha segnato in Borsa una performance migliore dell'indice generale. Merito delle semestrali superiori alle attese. 

di Daniela Braidi |

A discapito di un quadro economico e geopolitico incerto, il settore del lusso è stato protagonista in Borsa di un piccolo rally nel mese di luglio. L’indice SLI ha guadagnato il 7 per cento, contro l’incremento del 4 per cento messo a segno dall’indice MSCI World. All’origine di questo rialzo borsistico ci sono in particolare dati di bilancio migliori delle attese da parte dei big del settore.

Doveva essere un trimestre a tinte fosche per il lusso e invece Burberry e Tod’s hanno visto una contrazione dei ricavi inferiore alle attese. Hermès, LVMH e Kering hanno annunciato rassicuranti fatturati in crescita a una cifra mentre Moncler e Brunello Cucinelli hanno messo a segno un aumento del fatturato a doppia cifra (+17 e +10 per cento, rispettivamente) grazie soprattutto al buon andamento delle vendite in Asia.

Ma il mese di luglio alla fine verrà soprattutto ricordato per il gran giro di poltrone che ha riguardato l’intero settore. Qualche esempio? Maria Grazia Chiuri ha lasciato Valentino ed è approdata alla direzione creativa di Dior prendendo il posto di Raf Simons con l’obiettivo di avviare una nuova fase di rilancio del marchio. Novità hanno riguardato anche Burberry dove Christopher Bailey, da circa tre anni Ceo e direttore creativo, è stato affiancato da Marco Gobbetti (dal 2008 Ceo e presidente di Céline) che dal 2017 entrerà nel gruppo britannico in qualità di amministratore delegato. Bailey continuerà a occuparsi della direzione creativa delle collezioni uomo e donna e assumerà nel contempo la carica di presidente. Un affiancamento atteso e resosi necessario dopo la discesa dell’1 per cento del fatturato 2015 (chiuso il 31 marzo scorso) e la necessità di un’ulteriore evoluzione del brand.

Tra le migliori performance di Borsa si segnala in particolare Kering con un +17 per cento grazie a un incremento dei ricavi semestrali del 5,5 per cento e del 9,9 per cento dell’utile, merito dell’ottima performance di Yves Saint Laurent (+23,7 per cento i ricavi) ma anche della svolta di Gucci e Puma che hanno impresso un’accelerazione ai conti.     

Tra i pochi brand che hanno visto una contrazione delle quotazioni in Borsa si segnala Swatch, che ha perso oltre il 10 per cento penalizzata da vendite in deciso calo. Bilancio borsistico negativo anche per Prada (-3,5 per cento) e per Luxottica (-0,5 per cento). Il gruppo che fa capo a Leonardo del Vecchio ha registrato nel primo semestre 2016 un incremento dei ricavi del 3,5 per cento e un calo dell’utile netto dell’1,4 per cento rispetto all’analogo periodo 2015 ma ha abbassato le stime per 2016 a fronte delle “crescente incertezza dei mercati” indicando per quest’anno un aumento del fatturato del 2-3 per cento.