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Il Fast Fashion ti fa ricco

Gli uomini più facoltosi di Spagna, Svezia, Irlanda e Giappone sono i fondatori di Inditex, H&M, Primark e Uniqlo. Il trionfo della old economy.

di Daniela Braidi |

Non la tecnologia e tanto meno il petrolio. Non il web e nemmeno le biotecnologie. La fonte di ricchezza di questo nuovo secolo riporta alla old economy e all’essenzialità della vita quotidiana. Alcuni degli uomini più ricchi del pianeta sono diventati tali non sfruttando rivoluzionarie innovazioni hi-tech o nuove fonti energetiche ma semplicemente vendendo su larga scala abiti e accessori di buon gusto a prezzi accessibili. Una constatazione tanto semplice quando sfolgorante quella che riporta il sito di notizie Quartz.

Il pensiero corre dritto a Amancio Ortega, il fondatore di Inditex, la società che controlla diversi brand tra cui l’onnipresente Zara con i suoi 2.500 punti vendita sparsi per il mondo. Con un patrimonio di 75,1 miliardi di dollari, Ortega è non solo la persona più ricca di Spagna ma d’Europa. Secondo la classifica Forbes, l’imprenditore spagnolo quest’anno è diventato anche la seconda persona più ricca del mondo alle spalle di Bill Gates.

Se Ortega è l’esempio più immediato, meno scontato è il giapponese Tadashi Yanai, uomo più ricco del Giappone grazie a un patrimonio di 17,1 miliardi di dollari, nonché fondatore di Fast Retailing Co., la società che controlla la catena di negozi Uniqlo. Un gruppo in forte espansione e con obiettivi molto ambiziosi: diventare la catena di abbigliamento più grande del pianeta raggiungendo il target di vendite per 60 miliardi di dollari l’anno entro il 2020.

All’elenco bisogna aggiungere ancora due imprenditori: Stefan Persson, presidente di H&M, è la persona più ricca di tutta la Svezia grazie a un patrimonio di 20,2 miliardi mentre i Brenninkmeijer sono la famiglia più ricca di Irlanda oltre ad essere i possessori della gettonatissima catena di negozi Primark (il primo negozio in Italia è stato aperto presso il nuovo centro commerciale di Arese alcuni mesi fa ed ha avuto un numero record di visitatori), diventata famosa per i prezzi fortemente competitivi.

Inutile dire che dietro il successo di queste aziende ci sono imponenti investimenti tecnologici e strategie molto accurate per riuscire ad essere più veloci della concorrenza nel riassortimento continuo dei negozi riuscendo a mantenere prezzi più bassi rispetto ai competitor. E poco importa se per farlo hanno anche dovuto affrontare accuse di sfruttamento dal momento che parte della produzione viene realizzata nei paesi dove la manodopera è meno costosa.  

A decretare il successo sono anche le nuove abitudini dei consumatori, che hanno ormai abbandonato l’acquisto del capo importante destinato a durare a lungo nel tempo in favore di più pezzi a basso costo, facilmente rimpiazzabili ad ogni cambio di stagione in modo da essere sempre al top. Un’esigenza, si fa notare, dettata anche dalla sovraesposizione sui social che richiede a ognuno di apparire all’ultima moda.