Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Una Fondazione per Re Giorgio

Così lo stilista assicura continuità al suo impero. Nel segno dell'indipendenza. E di nuovi progetti da finanziare. 

di Daniela Braidi |

Non ha mai pensato alla vendita, né tanto meno alla quotazione o al semplice ingresso di soci. Re Giorgio ha sempre rivendicato la totale indipendenza e autonomia della maison che ha creato 41 anni fa e di cui è unico azionista. Dopo tanti interrogativi sul futuro del gruppo, ecco che è arrivata la risposta, frutto di un progetto a cui lo stilista-imprenditore sta lavorando da tempo.

Nasce così la Fondazione Giorgio Armani, lo strumento, come spiega Re Giorgio, volto a «realizzare progetti di utilità pubblica e sociale» e che contestualmente «assicurerà nel tempo che gli assetti di governo del gruppo Armani si mantengano stabili, rispettosi e coerenti con alcuni principi che mi stanno particolarmente a cuore e che da sempre ispirano la mia attività di designer ed imprenditore».

Di quali principi si tratta, lo specifica subito Re Giorgio: tali principi «fondanti», si legge nella nota diramata venerdì alle sole agenzie di stampa, «sono basati su: autonomia e indipendenza, un approccio etico alla gestione con integrità e correttezza, un’attenzione all’innovazione e all’eccellenza, priorità assoluta allo sviluppo continuo del marchio Armani sostenuto da adeguati investimenti, una gestione finanziaria prudente ed equilibrata, un limitato ricorso all’indebitamento e un cauto approccio alle acquisizioni».

Il pensiero va anche ai collaboratori e ai dipendenti. «Con questa scelta all’insegna della continuità, garantita dalla Fondazione e dai miei eredi, voglio innanzitutto rassicurare – ci tiene a precisare lo stilista che ha di recente festeggiato 82 anni – tutte le persone del gruppo Armani che lavorano con lealtà e passione confidando sempre nella mia persona ed al contempo tutti coloro che hanno contribuito al pluriennale successo dell’azienda e per i quali avrò sempre una sincera gratitudine».

La Fondazione era una delle ipotesi allo studio per sistemare il problema della successione del gruppo, di cui Armani aveva iniziato a parlare già nel 2012 e alla fine si è rivelata vincente rispetto ad altre soluzioni. La Fondazione è infatti un istituto di diritto italiano e consente di indirizzare le scelte future di un’azienda anche dopo la morte del suo fondatore.

Sono impegnate in azienda e siedono nel consiglio di amministrazione della maison, la sorella di Armani, Rossana, e i tre nipoti: Silvana, direttrice creativa della linea donna, Roberta, responsabile relazioni esterne, e Andrea Camerana, figlio di Rossana, che ha però lasciato ogni incarico operativo.

Nel 2015 il gruppo Armani ha realizzato un fatturato consolidato di 2,6 miliardi di euro, in crescita del 4,5 per cento rispetto a un anno prima. Dopo Prada, è il maggiore gruppo italiano del comparto fashion. L’impero di Re Giorgio spazia dalla moda alla cosmetica, dall’arredo agli hotels di lusso. Con un patrimonio personale di 6,1 miliardi di dollari, Giorgio Armani risulta una della persone più facoltose d’Italia (occupa il sesto posto tra i ricconi italiani) secondo l’ultima classifica Forbes

Da tempo Armani è impegnato nella scoperta di nuovi talenti nel campo della moda. Lo scorso giugno è toccato allo stilista cinese Miaoran l'onore di far sfilare le sue creazioni nell'Armani/Teatro in occasione della settimana milanese della moda maschile. Prima di lui, altre tredici giovani designer hanno avuto la stessa importante occasione per affermarsi nel mondo della moda sotto l'ala protettrice di Re Giorgio.