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LVMH brilla nei primi sei mesi

Conti in crescita e superiori alle attese per il più grande gruppo al mondo di moda e di lusso.

di Daniela Braidi |

Gli attentati terroristici e la flessione di turisti diretti in Francia non ha provocato danni ai conti di LVMH, colosso francese del lusso. Il primo semestre ha rispettato le attese degli analisti con profitti da attività ricorrenti invariati a 2,96 miliardi di euro, e ricavi in aumento del 3 per cento (+4 per cento a valute costanti) a 17,2 miliardi, oltrepassando le stime di 17 miliardi formulate dagli analisti.

Buoni, in particolare, i dati del secondo trimestre con il fatturato cresciuto del 4 per cento, addirittura in accelerazione rispetto alla crescita del primo trimestre e alle previsioni di consensus che stimavano un incremento del 2,9 per cento.

A tenere a galla i conti è stata la divisione bevande che ha visto nei primi sei mesi dell’anno un aumento del 9 per cento del fatturato a 2,056 miliardi contro le attese di un aumento del 5 per cento previsto dagli analisti. A trascinare il settore è stata la buona domanda di champagne proveniente da Europa e Stati Uniti e l’incremento delle vendite di cognac in Cina. Bene anche la divisone profumi con una crescita dell’8 per cento a 2,337 miliardi grazie soprattutto alla catena di profumeria Sephora. Stabile a 5,885 miliardi la divisione moda e pelletteria.

Per la restante parte dell’anno il maggiore gruppo al mondo di lusso resta positivo e prevede di acquisire nuove quote di mercato. Un obiettivo da perseguire attraverso un’attenta strategia che si è già esplicitata in alcune mosse importanti.

Lunedì scorso LVMH ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la vendita di Donna Karan International, che controlla i marchi Donna Karan e Dkny, all’americana G-III Apparel Group per un importo di 650 milioni di dollari dopo non essere riuscita a rilanciare il brand. Si è trattato del primo grosso disinvestimento negli ultimi dieci anni effettuato da LVMH e secondo gli analisti potrebbe essere seguito da ulteriori cessioni, a partire da Marc Jacobs.

Qualche settimana prima il gruppo aveva invece annunciato l’arrivo di Maria Grazia Chiuri come direttore creativo di Dior con l’obiettivo di segnare un punto di svolta per il rilancio verso nuove vette della storica maison francese. A breve dovrà anche essere trovato un sostituto di Marco Gobetti, il manager italiano che ha portato al successo il marchio Céline, in partenza per guidare Burberry in qualità di Ceo dal primo gennaio 2017.