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Moda, ancora boom per gli acquisti online

Nel 2016 gli italiani spenderanno sul web oltre 1,8 miliardi in abbigliamento e accessori, il 25 per cento in più dello scorso anno.
 

di Daniela Braidi |

Agli italiani piace lo shopping online, ancor di più quando si tratta di abbigliamento e accessori. Negli ultimi cinque anni gli acquisti sul web nel settore fashion hanno segnato un incremento del 30 per cento l’anno, il doppio rispetto all’eCommerce nel suo complesso (+15 per cento) facendo di questo settore il secondo per incidenza sull'intero fatturato dell'eCommerce dopo Informatica e Elettronica.

Un trend destinato a proseguire. Per il 2016 le proiezioni indicano un giro d’affari per la moda online superiore agli 1,8 miliardi con un incremento in valore assoluto di 365 milioni di euro rispetto al 2015 (+25 per cento), come emerge dalla fotografia scattata dall'Osservatorio eCommerce B2C, giunto alla quindicesima edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

«Sempre più italiani si affidano all'online per acquistare capi di abbigliamento», afferma Riccardo Mangiaracina, Direttore dell'Osservatorio eCommerce B2cNetcomm Politecnico di Milano. «Alla base di questa scelta c'è anzitutto la possibilità del risparmio grazie a occasioni e alle promozioni speciali. In seconda battuta, i siti di eCommerce consentono al cliente di scegliere il prodotto desiderato tra una gamma molto ampia, difficilmente reperibile in un punto vendita e infine agevolano l'esperienza d'acquisto consigliando articoli affini».

«Nel fashion uno dei principali driver di scelta del canale online rimane il prezzo: il 52 per cento della domanda eCommerce è realizzata nella componente di prodotti a prezzo ridotto (scontato – con sconti dal 10 al 30 per cento – o molto scontato – con sconti dal 30 al 70 per cento) e il 48 per cento nella componente a prezzo pieno», afferma Valentina Pontiggia, Senior Advisor dell'Osservatorio eCommerce B2c NetcommPolitecnico di Milano. «Se consideriamo la tipologia di prodotti acquistati online, i capi di abbigliamento (camicie, vestiti, capi spalla, jeans, pantaloni) incidono per circa il 55 per cento e gli accessori per il 45 per cento, con una preferenza spiccata per le scarpe – sia eleganti sia sportive – e per le borse o accessori di pelletteria. Per quanto riguarda il genere, i capi di abbigliamento e gli accessori da donna pesano per il 50 per cento del mercato Fashion online, quelli da uomo per il 40 per cento circa (ed in crescita), quelli da bimbo per il 10 per cento».

Sul fronte dell’offerta, le vendite di abbigliamento da siti italiani a consumatori italiani e stranieri sfiorano nel 2016 i 3 miliardi di euro, in crescita del 35 per cento rispetto al 2015. Anche grazie a un tasso di crescita quasi doppio rispetto a quello dell’eCommerce totale (+19 per cento), l’abbigliamento si conferma il primo comparto di prodotto per vendite online con un’incidenza del 17 per cento. 
L’export di abbigliamento, inteso come valore delle vendite da siti italiani a clienti stranieri, aumenta del 30 per cento e supera quota 1,3 miliardi di euro, trainato dalla componente ‘luxury’ (abbigliamento ed accessori di alta moda). Il 45 per cento delle vendite Fashion valica i confini nazionali alla volta di Europa (in primis UK, Francia e Germania), USA, Russia e, in misura minore, Cina, Giappone e America Latina.

«Sia i top merchant sia le startup stanno investendo sempre più in tecnologia, logistica e soluzioni di pagamento per rendere l’esperienza dei consumatori piacevole e unica», conclude Riccardo Mangiaracina. «Alcuni siti eCommerce propongono capi di abbigliamento e accessori che possono essere adattati alle esigenze dei singoli consumatori grazie alla scelta di un’ampia gamma di opzioni, materiali, tessuti e colori. Indipendentemente dalla natura, dalle dimensioni e dalle caratteristiche delle iniziative eCommerce la loro attenzione è volta, da un lato, a attrarre nuovi shopper e, dall’altro, a far diventare l’acquisto sul web una consuetudine. La valorizzazione dell’esperienza online si ottiene studiando processi di ricerca e selezione del prodotto sempre più rapidi e agevoli, facendo leva su tecniche di cross e up selling, con la presentazione di articoli affini a quelli già visualizzati, e offrendo modalità di consegna e reso snelle e gratuite».