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Zara non delude le attese

Resta la regina della moda low cost. Nel primo trimestre Inditex aumenta ricavi e utili. H&M in affanno mentre avanza Primark.

di Daniela Braidi |

Dieci anni fa aprì il primo negozio in Spagna. Oggi Primark ha addirittura più clienti della spagnola Zara, numero uno al mondo nella moda low cost, nel paese iberico. Un successo travolgente e non scontato per la società di fast fashion con sede a Dublino da poco approdata anche in Italia, ad Arese, dove ha riscosso un enorme successo con due milioni di clienti a poco più di due mesi dall'apertura. In Spagna Primark ha un piccolo impero di 41 punti vendita gestiti da oltre 5000 dipendenti con uno spazio espositivo di 150mila metri quadrati. Dopo l’Irlanda, la Spagna rappresenta il paese con la maggiore incidenza sulla vendite per il gruppo. Che intanto progetta nuove aperture negli Stati Uniti e 

Essere battuta in casa propria non è un colpo da poco per la regina mondiale dell'abbigliamento, che comunque per ora non pare risentire, almeno nei conti, la concorrenza. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo Inditex – a cui fanno capo Zara, Stradivarius, Bershka, Massimo Dutti, Oysho - ha realizzato vendite per un ammontare di 4,88 miliardi, in aumento del 12 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2015, a fronte di un utile netto cresciuto a 554 milioni di euro, dai 521 di un anno prima. I dati sono migliori rispetto alle attese degli analisti e la Borsa sta premiando il titolo. A premiare il gruppo, secondo gli analisti, è la straordinaria abilità nell'adattare velocemente l’assortimento agli umori del mercato e anche a quelli del tempo atmosferico.

Conti meno brillanti per la rivale H&M, che ha mancato le attese degli analisti e sta crescendo al ritmo più lento degli ultimi tre anni. A maggio il gruppo ha visto i ricavi aumentare del 9 per cento a 5,83 miliardi di euro rispetto a un anno prima - un trend in rafforzamento rispetto all’aumento delle vendite del 2 e del 5 per cento realizzato a marzo e ad aprile - a cui secondo gli analisti avrebbero contribuito i ribassi effettuati sugli articoli primaverili. Nel complesso però gli analisti si aspettavano una crescita più sostenuta.