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Pitti Uomo 90, si parte

In vetrina a Firenze le collezioni per la primavera-estate 2017. Frena nel primo trimestre l'export della moda maschile made in Italy.  

di Daniela Braidi |

E’ entrato nel vivo Pitti Uomo 90: un’edizione ricca di sorprese per celebrare un traguardo importante: il novantesimo anniversario della rassegna che Firenze dedica alla moda maschile. Dal 14 al 17 giugno vanno in scena le anticipazioni per la primavera estate 2017 col tema Pitti Lucky Numbers.

Quelli in ballo sono numeri davvero importanti: 1220 marchi esibiscono le loro creazioni, di cui 536 sono quelli provenienti dall’estero. Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, dice di attendersi 30.000 visitatori, tra cui 9.000 buyers da tutto il mondo.

Tantissimi i nomi importanti pronti a sfilare a Firenze. Tra questi Karl Lagerfield, gran kaiser della moda e super ospite di questa edizione di Pitti dove non presenterà alcuna collezione ma una serie di scatti fotografici da lui realizzati, tra cui alcuni inediti, oggetto di una mostra (Karl Lagerfeld – Visions of Fashion a Palazzo Pitti) che intende ripercorrere, passo dopo passo, la brillante carriera fotografica dello stilista tedesco. Sono attesi sulle sponde dell’Arno anche l’ex stilista di Dior Raf Simons che ha scelto Pitti per presentare la nuova collezione primavera/estate, il designer russo Gosha Rubchinskiy e Fausto Puglisiche lancerà la sua prima capsule dedicata alla moda maschile.

Intanto un report di Sistema Moda Italia, realizzato in occasione di Pitti Uomo, snocciola cifre poco rassicuranti: la moda uomo ha visto nel primo trimestre 2016 una contrazione delle esportazioni del 3,5 per cento. In particolare, a fronte di un calo dell’export verso la Francia (-5 per cento) e verso il Regno Unito (-7,4 per cento) si è registrato un progresso verso Germania (+2,1 per cento) e Spagna (+3,9 per cento) ma il bilancio in Europa resta comunque negativo (-1,8 per cento). Anche le esportazioni verso Stati Uniti (-9,5 per cento), Svizzera (-4,5 per cento) e Russia (-20 per cento) hanno segnato il passo, mentre hanno tenuto quelle verso la Cina (+3,2 per cento) e Giappone (-0,1 per cento).

L’anno scorso l’export della moda maschile made in Italy era cresciuto del 2,3 per cento a quota 5,7 miliardi, facendo da traino ai ricavi del settore che hanno sfiorato nel complesso i 9 miliardi con un incremento dell’1,4 per cento rispetto all’anno precedente e controbilanciando il calo del 3,4 per cento delle vendite interne.