Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il tesoretto di Re Giorgio

Il gruppo Armani archivia il 2015 con ricavi in crescita del 4,5 per cento a 2,6 miliardi e soprattutto una liquidità di cassa di 640 milioni. 

di Redazione |

Superano i 2,6 miliardi di euro i ricavi realizzati dal gruppo Armani nel 2015, in crescita del 4,5 per cento rispetto all’anno precedente, a fronte di un Ebitda stabile a 513 milioni, pari al 19,4 per cento dei ricavi. Considerando anche il fatturato indotto e le licenze, i ricavi salgono però a quota 4 miliardi. Ma soprattutto il gruppo può contare su un piccolo tesoretto. A fine 2015 la società disponeva infatti di una liquidità di cassa pari a 640 milioni, una cifra, precisa la nota ufficiale del gruppo, “che garantisce la possibilità di affrontare crescenti investimenti sui propri marchi per rafforzare ulteriormente la posizione competitiva sui mercati”.

“I buoni risultati conseguiti nel 2015 dimostrano ancora una volta la capacità del mio gruppo di confermarsi come leader del settore e punto di riferimento a livello globale. Questi risultati – afferma Giorgia Armani - sono frutto di un’attenta politica di diversificazione delle linee del gruppo, coniugata al coordinamento dei canali distributivi, alla valorizzazione del ruolo dei nostri partner commerciali e sostenuta da una spinta creativa abbinata a una strategia industriale equilibrata e orientata a creare qualità e valore duraturo”.

La crescita, precisa ancora il gruppo, ha riguardato in maniera organica tutti i brand e i canali distributivi del gruppo ed è risultata soddisfacente in tutti i mercati.  A fine 2015 il gruppo Armani può contare su 2983 punti vendita in oltre 60 paesi.