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Tamburi scommette sul lusso

Dopo Furla, che debutterà in Borsa il prossimo anno, il banchiere non esclude altri investimenti nel settore. 

di Redazione |

L’uscita da Furla dell’amministratore delegato Eraldo Poletto, passato in Ferragamo, non cambia i piani dell'accordo che la società ha stretto a inizio maggio con la Tip del banchiere Giovanni Tamburi. Restano confermati i tempi per la quotazione, che avverrà l’anno prossimo, e la piena fiducia a Giovanna Furlanetto, maggiore azionista e presidente della società bolognese che produce articoli di pelletteria. In un’intervista a CorrierEconomia, Giovanni Tamburi, Presidente e amministratore delegato di Tip- Tamburi Investment Partners, afferma che “In tutte le società in cui investiamo il management può uscire ma le aziende contano più dei manager”.

Obiettivo di Tip resta quindi quello di “aiutare le aziende a raggiungere la leadership, ad aggregarsi e a creare realtà sempre più competitive a livello internazionale”, ma questo ha spiegato Tamburi, non significa che Furla dovrà avviare una campagna acquisti. “Per Furla le acquisizioni hanno poco senso a meno che non si parli di aziende di produzione considerate sinergiche. E’ un’azienda che deve crescere attraverso l’apertura di negozi”, ha precisato Tamburi.

E questo anche in un momento in cui ci si domanda quanto senso abbia continuare a investire nel retail a fronte di una rivoluzione in corso nel modo di fare shopping e di crescenti acquisti online. “L’incremento dei punti vendita dei grandi retailer nel mondo sta rallentando. Ma bisogna stare attenti a non innamorarsi delle mode. In Europa – ha precisato il fondatore di Tip – il trend dell’eCommerce è più lento di quanto si potesse pensare e anche chi compra via internet vuole comunque poter toccare la merce, cambiare taglia o colori”.

C’è poi una questione dimensionale da considerare. “Io – specifica Tamburi – faccio parte di quelli che pensano che la dimensione non sia tutto, che se sei bravo puoi essere anche Marinella. Ma la dimensione ha un suo peso e certamente andremo verso un consolidamento del mercato”.

Cresce anche Tip, nel frattempo. Nuove famiglie stanno entrando nel gruppo dopo i Marzotto, i Lavazza, i Seragnoli, i D’Amico solo per citarne alcune. “Siamo sopra le 100 famiglie e ne siamo orgogliosi. Altre se ne aggiungeranno a breve: abbiamo appena terminato uno dei più grandi fund raising fatti sulle famiglie imprenditoriali, 550-600 milioni di euro, che si uniscono al miliardo e 900 milioni già investiti”. I settori dove verranno spesi questi fondi sono quelli “che conosciamo e che ci piacciono, quelli delle aziende industriali italiane: meccanica, tecnologia, distribuzione, made in Italy, nautica, lusso”, conclude il banchiere.

Nelle stime di Tip, oltre Furla, il prossimo anno sarà accompagnata verso la quotazione anche Eataly, la società creata da Oscar Farinetti. Restando nel campo del lusso e del made in Italy, tra il 2017 e il 2018 sarà la volta del produttore francese di mobili Rochebobois e poi, tra il 2018 e il 2019, toccherà a iGuzzini.