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L'allungo di Adidas

Dopo i conti del primo trimestre, il gruppo rivede al rialzo le stime per il 2016. E il titolo vola in Borsa ai massimi.

di Daniela Braidi |



Adidas allunga il passo sulla storica rivale Nike.
 Il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo ha realizzato nei primi tre mesi dell’anno ricavi record per 4,769 miliardi di euro, in aumento del 17 per cento rispetto all’analogo trimestre di un anno prima. Si è trattato del miglior trimestre di sempre per il gruppo che, alla luce di tale risultato, ha aumentato di nuovo le previsioni per l’intero esercizio, dopo un’analoga mossa lo scorso febbraio, stimando una crescita dei ricavi del 15 per cento nel 2016, rispetto al range del 10-12 per cento indicato qualche mese fa.

Anche negli Usa, dove più forte è la presenza della Nike, Adidas è riuscita a sfondare con un aumento delle vendite del 22 per cento nel primo trimestre. In Cina e in Europa la crescita è stata rispettivamente del 30 e del 25 per cento. Bene anche la redditività con un utile netto salito a 351 milioni di euro, il 59 per cento in più rispetto ai 221 milioni di euro dello stesso periodo 2015, mentre l’utile operativo si è assestato a 490 milioni in aumento del 35 per cento.  Non sorprende che anche i titoli della società, quotati alla Borsa di Francoforte, siano sui massimi storici. E che per la prima volta negli ultimi sei anni siano trattati a premio rispetto a quelli della Nike (le azioni Adidas quotano 28 volte gli utili, mentre le azioni Nike sono trattate circa 25 volte gli utili).

Solo qualche anno fa, l’allungo di Adidas sulla Nike sembrava qualcosa di impossibile. L’azienda sembrava un po’ ingessata, sempre alla rincorsa della rivale americana, leader incontrastata nel mercato dell’abbigliamento sportivo. Grazie anche al rilancio di alcuni dei modelli storici di sneakers come le Super Star e le Stan Smith, a collaborazioni con celebrities del peso di Kayne West e Pharrel Willimas, ma anche a prodotti sempre più attenti alla moda, la società ha fatto un grosso balzo in avanti.

A proposito di prodotti cool, da segnalare il recente accordo tra Adidas e Italia Independent, il brand fondato da Lapo Elkann, per la realizzazione di due nuovi modelli di scarpe sportive in edizione limitata. Si tratta di edizioni speciali delle iconiche ACE 16 e X 15 che saranno declinate in fantasia animalier.  Insomma, un matrimonio non convenzionale tra il mondo sportivo e quello del fashion.

Dietro al radicale cambio di rotta di Adidas, iniziato con la svolta del 2014, c’è anche l’arrivo al timone di Kasper Rorsted, alla guida del gruppo dallo scorso ottobre. Un manager di ottima fama: nei suoi otto anni alla Henkel è riuscito a quadruplicare la capitalizzazione di Borsa del titolo. E molti analisti ora pensano che possa fare per i prodotti sportivi quello che ha fatto in passato per i prodotti di largo consumo. La strada è ancora lunga per agguantare le quote di mercato di Nike nel vastissimo mercato dello sportwear.

Il 2016 si presenta come un altro anno importante per il gruppo. Gli europei di calcio e le Olimpiadi di Rio daranno un ulteriore sostegno alle vendite. Delle 24 squadre di calcio che parteciperanno agli europei, Adidas può contare su dieci contratti, tra cui quello con i campioni del mondo della Germania, contro i sei di Nike e i cinque di Puma e una squadra a testa per Errea, Joma e Umbro. Da poco Adidas ha inoltre rinnovato il contratto con la federcalcio tedesca in qualità di sponsor tecnico per un importo di 360 milioni di euro.