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Furla in Borsa con Tamburi

L'anno scorso la società presieduta da Giovanna Furlanetto ha aumentato i ricavi del 30 per cento. Un trend positivo previsto anche per il 2016.

di Daniela Braidi |

In una giornata in profondo rosso per piazza Affari, brilla Technogym che al debutto in Borsa guadagnava oltre il 12 per cento.  Con una domanda pari a circa 4 volte le azioni offerte, il collocamento del gruppo specializzato in prodotti e servizi di elevata qualità per il fitness è andato in porto senza sorprese. D'altronde il gruppo, che ha 2000 dipendenti e 14 filiali nel mondo, è uno dei fornitori dei giochi olimpici, inclusi quelli di Rio che inizieranno ad agosto. Soddisfazione è stata espressa da fondatore e presidente della società, Nerio Nesi.

Un segnale importante di fiducia per il made in Italy e per quelle aziende del
 lusso che stanno scaldando i motori per la Borsa nonostante un'economia mondiale non brillante e la paura per il terrorismo. Gianni Versace e Valentino starebbero muovendosi in questa direzione mentre Furla ha appena annunciato un accordo con Tip, la banca d’investimento di Giovanni Tamburi, finalizzato proprio alla quotazione, probabilmente nel 2017, una possibilità di cui aveva già parlato il CEO dell’azienda bolognese, Eraldo Poletto, in un’intervista lo scorso febbraio. L’obiettivo del gruppo, aveva spiegato in quell'occasione, è rafforzarsi e crescere, “un fattore vitale a fronte di competitors che in alcuni casi hanno una dimensione dieci volte superiore alla nostra”.

In base all’accordo con Tip, i soci di Furla approveranno il lancio di un prestito obbligazionario per un importo pari a 15 milioni di euro che si convertirà automaticamente in azioni Furla in occasione della futura Ipo. Tip si è impegnata a sottoscrivere integralmente tale prestito e, successivamente, sia a effettuare la relativa conversione in capitale sia a sottoscrivere azioni per ulteriori 15 milioni all’atto della quotazione, alle stesse condizioni economiche che saranno proposte al mercato. Tip avrà inoltre il diritto di sottoscrivere e far sottoscrivere a terzi da lei individuati, un’ulteriore quota dell’offerta al pubblico. Anche dopo la collocazione sul mercato, la maggioranza del capitale resterà alla famiglia Furlanetto. 

A seguito dell’operazione, la prima di questo genere sul mercato italiano, Giovanni Tamburi e Alessandra Gritti entreranno a far parte del consiglio di amministrazione di Furla. “Ringrazio moltissimo la famiglia Furlanetto che pur non avendo alcuna necessità, ci ha voluto al suo fianco”, ha commentato in una nota Giovanni Tamburi che aggiunge così un’altra importante partecipazione in un’azienda di eccellenza a quelle che già possiede in Azimut, Eataly, Ferrari, Hugo Boss, iGuzzini, Moncler, Roche Bobois

Lo scorso anno Furla ha visto i ricavi crescere del 30 per cento a 339 milioni di euro a fronte di un ebitda pari a 44,1 milioni, in aumento del 29 per cento. Si è trattato di risultati record per l’azienda, a cui hanno contribuito tutte le categorie di prodotto e i nuovi lanci: la collezione uomo, la collezione footwear donna e la collezione eyewear (per la quale è stata rinnovata la licenza con De Rigo), oltre alle nuove categorie di prodotto realizzate attraverso accordi di licenza con Ratti per gli accessori tessili e Morellato per gli orologi. Proprio grazie a questi risultati, Furla ha deciso di premiare i propri dipendenti, incentivandoli con un bonus per l’impegno e la professionalità.

A dire il vero l’azienda, fondata a Bologna nel 1927 da Aldo e Margherita Furlanetto e presieduta da Giovanna Furlanetto, ha più che raddoppiato il fatturato negli ultimi 5 anni grazie a un piano di espansione globale. Dopo l’apertura l’anno scorso dei nuovi flagship a Roma (in piazza di Spagna, prospiciente la scalinata di Trinità dei Monti), New York, Mosca, Vienna, Madrid, San Pietroburgo, Hong Kong, Macao e Singapore, salgono a 415 le boutique Furla nel mondo. Il marchio viene distribuito in 100 paesi e genera all’estero l’80 per cento del fatturato. Per il 2016 Furla prevede risultati in linea con il trend positivo del 2015 anche sulla base delle prossime strategiche aperture di flagship store in città chiave come Londra, Parigi, Melburne e Shanghai.