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Kering, i conti non convincono

Ricavi sotto le attese nel primo trimestre per il gruppo guidato da Pinault. 

di Daniela Braidi |

La frenata dell’economia cinese e il rallentamento del turismo globale a seguito degli ultimi attentati terroristici di Parigi e Bruxelles hanno fatto un’altra vittima nel mondo del lusso. I conti del gruppo francese Kering relativi al primo trimestre dell’anno sono infatti apparsi inferiori alle stime degli analisti con il fatturato della divisione luxury che ha raggiunto nel trimestre 1,8 miliardi di euro, il 2,6 per cento in più su basi comparabili rispetto a quello dell’analogo periodo 2015. Delusione sul mercato. Gli analisti avevano infatti previsto una crescita dei ricavi di almeno il 5 per cento per la divisione lusso del gruppo guidato da François-Henri Pinault e che comprende marchi come YSL, Gucci, Bottega Veneta ma anche Alexander McQueen e Stella McCartney.

Un campanello d’allarme per il comparto del lusso era suonato alcuni giorni fa quando il colosso LVMH ha annunciato un fatturato inferiore alle attese nei primi tre mesi dell’anno. E’ stato il segnale che qualcosa si sta inceppando nel luxury.

Lo confermano anche i dati sugli acquisti dei turisti cinesi, tra i maggiori acquirenti di beni di lusso. Ebbene, se nel 2015 la loro spesa tax free aveva segnato a livello mondiale una crescita del 58 per cento, stupisce sapere che nel mese di marzo la spesa esentasse dei cinesi ha addirittura segnato una contrazione del 24 per cento, secondo quanto riportato nel nuovo rapporto Global Blue Globe Shopper Report: China Edition.



Tornando ai conti di Karing, Gucci, che è la maison che genera la parte più consistente del fatturato del gruppo, ha visto un aumento su base organica delle vendite del 3,1 per cento rispetto a un anno prima a 894 milioni di euro, anche in questo sotto le attese degli analisti.

A soffrire di più è stata però Bottega Veneta che ha registrato un calo delle vendite dell’8,3 per cento a 267,9 milioni. Il consensus si aspettava una flessione dei ricavi ma decisamente inferiore, attorno al 3,4 per cento.

Ha continuato invece a brillare Yves Saint Laurent, dove è approdato da poco il giovane direttore creativo Anthony Vaccarello prendendo il posto lasciato da Hedi Slimane, artefice del rilancio e del successo del brand testimoniato anche nei numeri di bilancio grazie a una crescita media annua negli ultimi cinque anni del 30 per cento. I dati del primo trimestre 2016 hanno confermato il trend con vendite in aumento del 27 per cento a 269,2 milioni. Il nuovo designer dovrà ora dimostrarsi all’altezza del suo predecessore. Nei giorni scorsi la notizie del passaggio di consegne alla direzione creativa non era stata accolta con entusiasmo dalla Borsa. Per Vaccarello il primo banco di prova sarà la sfilata spring/summer 2017 il prossimo ottobre alla settimana della moda di Parigi.

Deboli invece i ricavi degli altri brand del gruppo, apparsi in calo del 2,9 per cento a 372,4 milioni mentre ha ripreso quota la divisione sport&lifestile grazie alla crescita del 3,7 per cento a 855,9 milioni dei ricavi di Puma. Nel complesso, il fatturato di Kering, che è tra l’altro proprietario dal 2013 della storica manifattura di porcellane Richard Ginori, è salito de 2,7 per cento a 2,724 miliardi nei primi tre mesi. Sebbene il quadro resti incerto, Pinault si è detto fiducioso di poter incrementare il trend di crescita nei prossimi mesi.   

Tornando ai conti di Karing, Gucci, che è la maison che genera la parte più consistente del fatturato del gruppo, ha visto un aumento su base organica delle vendite del 3,1 per cento rispetto a un anno prima a 894 milioni di euro, in frenata rispetto all'aumento dei ricavi del 4,8 per cento realizzato nel quarto trimestre 2015.

A soffrire di più è stata però Bottega Veneta che ha registrato un calo delle vendite dell’8,3 per cento a 267,9 milioni. Il consensus si aspettava una flessione dei ricavi ma decisamente inferiore, attorno al 3,4 per cento.

Ha continuato invece a brillare Yves Saint Laurent, dove è approdato da poco il giovane direttore creativo Anthony Vaccarello prendendo il posto lasciato da Hedi Slimane, artefice del rilancio e del successo del brand testimoniato anche nei numeri di bilancio grazie a una crescita media annua negli ultimi cinque anni del 30 per cento. I dati del primo trimestre 2016 hanno confermato il trend con vendite in aumento del 27 per cento a 269,2 milioni. Il nuovo designer dovrà ora dimostrarsi all’altezza del suo predecessore. Nei giorni scorsi la notizie del passaggio di consegne alla direzione creativa non era stata accolta con entusiasmo dalla Borsa. Per Vaccarello il primo banco di prova sarà la sfilata spring/summer 2017 il prossimo ottobre alla settimana della moda di Parigi.

Deboli invece i ricavi degli altri brand del gruppo, apparsi in calo del 2,9 per cento a 372,4 milioni mentre ha ripreso quota la divisione sport&lifestile grazie alla crescita del 3,7 per cento a 855,9 milioni dei ricavi di Puma. Nel complesso, il fatturato di Kering, che è tra l’altro proprietario dal 2013 della storica manifattura di porcellane Richard Ginori, è salito de 2,7 per cento a 2,724 miliardi nei primi tre mesi, meno di quanto atteso dagli analisti. Sebbene il quadro resti incerto, Pinault si è detto fiducioso di poter incrementare il trend di crescita nei prossimi mesi.