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Inizio anno in salita per LVMH

Primo trimestre sotto le attese per il numero uno al mondo del lusso. Pesano gli attentati di Parigi. 

di Daniela Braidi |

Inizio d’anno in salita per il big del lusso francese LVMH. Nei primi tre mesi dell’anno i ricavi del gruppo guidato da Bernard Arnault hanno segnato un incremento del 3 per cento a cambi costanti rispetto all’analogo periodo 2015, una crescita inferiore alle attese degli analisti, che si aspettavano un aumento del 4,1 per cento, e rispetto al 5 per cento visto nel quarto trimestre.

Nel complesso i ricavi del gruppo – che ingloba marchi come Kenzo e Givenchy, Louis Vuitton e Celine, Marc Jacobs e Dior, Fendi, Loro Piana, Bulgari, Tag Heuer, le profumerie Sephora ecc.. – hanno raggiunto quota 8,62 miliardi di euro rispetto agli 8,3 miliardi di un anno prima ma meno degli 8,73 miliardi stimati dagli analisti per i primi tre mesi dell’anno.

A pesare è stato il comparto abbigliamento e articoli in pelle che ha segnato vendite invariate per 2,97 miliardi di euro a fronte di attese di un aumento del 2,5 per cento. E’ invece cresciuto il comparto profumi e cosmetici (+7 per cento a 1,2 miliardi), quello orologi e gioielli (+7 per cento a 774 milioni di euro, e il comparto alcolici (tra i marchi che fanno capo a LVMH c’è anche Moët & Chandon e Hennessy Cognac) che con un aumento del 4 per cento ha raggiunto un miliardo di euro.

Dal punto di vista geografico, LVMH ha registrato una performance positiva sul mercato americano, mentre hanno sofferto le vendite in Europa, specie a causa degli attentati di Parigi del 13 novembre, e sul mercato asiatico, con l’eccezione del Giappone.

Proprio per il suo essere leader nel mondo nei beni di lusso, i conti di LVMH vengono considerati un termometro attendibile per misurare lo stato di salute del comparto luxury. I dati purtroppo confermano che il 2016 sarà un anno complicato per il settore. Gli attacchi di Parigi e Bruxelles hanno inferto un duro colpo al turismo e agli acquisti di beni di lusso soprattutto in Francia. La ripresa in America non sembra così forte come si pensava e i consumatori sono quanto mai prudenti anche in vista di capire chi arriverà alla Casa Bianca a novembre e con quali idee. Frenata dell’economia e domanda in calo anche in Cina, dove le maison di lusso stanno cambiando strategia, chiudendo negozi e rallentando l’espansione nell’ex Celeste Impero.

I dati deludenti di LVMH – il primo gruppo del lusso a rilasciare i dati trimestrali – hanno messo sotto pressione tutti il settore con perdite tra il 2 e il 4 per cento in una giornata che comunque vede gli indici di Borsa in discesa. Ora i fari sono puntati sui conti trimestrali degli altri big del lusso nel tentativo di capire meglio dove sta andando il comparto luxury, un settore che si sta mostrndo sempre più vulnerabile di fronte alla volatilità dell'economia.