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Hermès, utili a quota un miliardo

La società francese batte le stime degli analisti e si conferma regina di redditività nel settore del lusso. Resta tuttavia prudente sul 2016.

di Daniela Braidi |

Nonostante le incertezze economiche, politiche e monetarie che hanno caratterizzato il 2015, Hermès ha archiviato un altro anno in crescita con utili che hanno superato le attese degli analisti. Il 2016, avverte l’azienda francese il giorno dopo gli attentati di Bruxelles che hanno causato oltre 30 morti, si presenta però meno brillante, con una crescita dei ricavi che potrebbe non raggiungere l’8 per cento annuo (a cambi costanti) considerato come target di medio periodo.

Tornando ai conti del 2015, a fronte di un fatturato cresciuto dell’8,1 per cento (a tassi di cambio costanti) toccando quota 4,8 miliardi di euro, l’utile netto di Hermès è salito del 13,2 per cento rispetto al 2014 arrivando a sfiorare quota 1 miliardo (fermandosi per l’esattezza a 973 milioni di euro rispetto agli 859 milioni di un anno prima). E’ invece aumentato del 19 per cento l’utile operativo, che ha raggiunto quota 1,54 miliardi battendo le attese degli analisti che si erano fermate a 1,52 miliardi. L’incidenza sui ricavi sale così al 31,8 per cento, lo 0,3 per cento in più rispetto all’esercizio precedente, anche in questo caso battendo le previsioni della società che aveva previsto un’incidenza invariata rispetto a un anno prima. Il gruppo, che è quotato alla Borsa di Parigi, proporrà all’assemblea degli azionisti del 31 maggio prossimo un dividendo di 3,35 euro per azione.

Considerata l’emblema supremo del lusso grazie a prodotti iconici come le borse Kelly e Birkin dal prezzo di svariati milioni di euro, la società francese è quindi riuscita anche l’anno scorso a migliorare la redditività tenendo alti i prezzi e contenendo i costi, nonostante un rallentamento delle vendite rispetto agli anni passati a cui hanno contribuito gli attentati di Parigi del 13 novembre disincentivando l’afflusso di turisti in Europa. Insomma, la strategia di Hermès si conferma vincente e l’azienda resta tra quelle con i maggiori indici reddituali nel settore della moda.

Tuttavia, l’azienda resta cauta sull’andamento dei prossimi mesi. “Abbiamo di fronte un quadro economico molto complesso”, ha precisato il numero uno del gruppo, Axel Dumas, secondo cui “in un mondo in cui si sono una moltitudine di rischi e di incertezze, diventa importante sapersi adattare agli eventi”. D’altronde, l’indebolimento dell’economia globale e l’acuirsi delle tensioni politiche sono fattori che preoccupano perché nemmeno un comparto come il lusso può considerarsi al riparo di questi tempi.

Come ha dimostrato l’ultima classifica di Forbes, nel 2015 sono diminuiti i miliardari nel mondo e si è contratta la ricchezza a loro disposizione interrompendo, per la prima volta da svariati anni, una lunga serie di incrementi e numeri record. Non è una novità che molti brand stanno affrontando un calo delle vendite in Cina e consumi meno vivaci negli Stati Uniti. E alcune stime indicano per il mercato del lusso una crescita per quest’anno di appena il 2 per cento.

Hermès continua però a investire nell’espansione. L’obiettivo è ampliare la capacità produttiva dell’8 per cento l’anno nel medio termine. Il gruppo ha da poco avviato due nuovi stabilimenti in Francia e conta di incrementare la produzione di prodotti in pelle, vera punta di diamante delle sue collezioni. Una mano ai ricavi arriva anche dall’euro debole e dal buon andamento delle vendite in Giappone, un paese che ha registrato un aumento di turisti cinesi. Infine, Hermès è pronta ad aumentare del 3,5 per cento i prezzi di vendita in Europa, in linea con l’aumento dei costi di produzione, mantenendoli invece invariati negli altri paesi di esportazione.