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Burberry cresce, nonostante l'Asia

Nel primo semestre dell'anno fiscale 2014/2015 il gruppo inglese ha realizzato una crescita dei ricavi del 9 per cento. 

di Daniela Braidi |

Un semestre a tutto sprint per il gruppo del lusso Burberry. I ricavi al 31 marzo 2015 sono saliti del 9 per cento a 1,423 miliardi di sterline rispetto all’analogo periodo di un anno prima. A fare da traino è stata la crescita a doppia cifra delle vendite in Europa (+12 per cento inclusa anche l’India) e in America (+15 per cento), mentre l’Asia, storico mercato di sbocco del gruppo inglese, ha tirato il fiato (+4 per cento) penalizzata dal rallentamento di Hong Kong.

Nel complesso le vendite retail sono aumentate del 13 per cento a 1,059 miliardi di sterline (+9 per cento a cambi costanti) mentre il wholesales è rimasto stabile a 331 milioni di sterline. Gli accessori hanno visto un aumento dei ricavi del 10 per cento a 506 milioni di sterline e la divisione cosmetici è cresciuta dell’8 per cento a 100 milioni di sterline grazie anche al nuovo profumo My Burberry. Nell’abbigliamento, il segmento donna ha segnato un incremento dell’11 per cento a 427 milioni e quello uomo dell’8 per cento a 310 milioni. Stabile invece a 41 milioni di sterline il segmento bambino, la cui campagna pubblicitaria ha visto protagonista Romeo Beckham, il figlio dodicenne della coppia glamour Victoria e David Beckham.

“Nonostante il contesto incerto, i consumatori hanno risposto all’innovazione di prodotto specie in riferimento ai capi dell’heritage del brand come i trench e le sciarpe”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore creativo del gruppo, Christopher Bailey che dallo scorso maggio ha preso il posto di Angela Ahrendts, la fautrice della rinascita dalle maison britannica.

Il gruppo mantiene tuttavia un outlook prudente per il futuro: “Continueremo quest’anno ad affrontare le sfide legate all’ambiente esterno ma siamo fiduciosi – a dichiarato Bailey – nella nostra strategia a lungo termine e la nostra capacità di promuovere il marchio a livello internazionale”.