Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

I Protagonisti

Lapo, il bambino intelligente

Creativo, educatissimo, ricco, ma sbandato. (con un'amica a Saint Tropez)

di Giuseppe Turani |

Tentare di difendere Lapo Elkann è forse un’impresa disperata. E’ ricco, amicizie importanti, bellissime fidanzate, case un po’ ovunque. E una fortissima propensione a fare cazzate. Se esiste un giovanotto viziato e abituato a consentirsi ogni cosa, questo è Lapo.

La cosa curiosa è che tutti dimenticano che è esistito, e forse ancora esiste, un lato positivo di questo ragazzo. Ha fatto l’operaio nella Piaggio del cugino Giovanni Agnelli e il militare, come soldato semplice, negli alpini della Brigata Taurinense. Ma è stato anche nel marketing della Ferrari e assistente di Henry Kissinger. Ha fatto un po’ di marketing anche per la Fiat (sua l’invenzione delle famose felpe). Risulta essere, come suo nonno e sua nonna Marella, uno delle persone più eleganti del mondo (spesso proprio con dei completi gessati del mitico Avvocato).

Lo si è sempre visto in giro con bellissime ragazze (dalla cugina Bianca Brandolini d’Adda alla miliardaria kazaka Goga Ashkenazi all’attrice Martina Stella), ma gli sono sempre scivolate addosso senza fermarsi.

In genere, finisce sui giornali in negativo. Per storie di coca (di cui è un forte consumatore) e di travestiti, verso cui coltiva una certa passione.

Personaggio, si diceva, molto antipatico.

Poi capita che un’amica ti inviti a pranzo con Lapo. E scopri una persona dolce, educatissima, molto intelligente, di grandissima fantasia. Ha più idee lui da solo di un’intera azienda di marketing. Idee che espone con grande proprietà e grande conoscenza del mercato, del pubblico.

Ma capita, la mattina dopo, che te lo ritrovi sotto casa mentre sta confabulando con dei tipi molto sospetti.

Anche l’amica comune, che lo conosce da bambino, non sa spiegarsi come mai questo giovane uomo, istruito, bello e ricco, abbia questa propensione a infilarsi in pasticci. Potrebbe essere benissimo uno dei geni del marketing contemporaneo, ma probabilmente non lo sarà mai perché, regolarmente, combina qualche stupidaggine. Come quella, recentissima, di New York, dove, avendo bisogno di soldi per continuare un festino a base di coca, ha la brillante idea di telefonare ai suoi, simulando un rapimento. E chiedendo 10 mila dollari per il riscatto. Come può ignorare che gli Agnelli di fronte a queste cose hanno una reazione quasi automatica? Chiamano la polizia.

La polizia, infatti, arriva subito, capisce la tentata truffa e lo arresta. Possibile che a New York, dove ha casa, non avesse sottomano 10 mila dollari o un amico in grado di prestarglieli?

Chi è stato a casa sua, a Milano, racconta che sembra la casa di un bambino mai cresciuto, piena di giocattoli e di trovate. Di invenzioni futili, ma divertenti.

E, forse, la chiave è proprio questa. Una vita dorata, un gran desiderio di giocare, di fare anche dispetti, più una allarmante dipendenza dalla coca. Il risultato è quello che si è visto: una personalità geniale, ma che sbaglia quasi sempre l’entrata in scena: dalla cronaca nera piuttosto che da quella degli affari e delle idee.

Un pasticcione, insomma, ma simpatico. Con la giustizia e i suoi parenti se le vedrà lui. Della nostra opinione credo che gli importi assai poco, perso dentro le sue storie da bambino intelligente e da uomo con molti vizi.

(Lapo a una festa mascherata con la cugina-fidanzata Bianca Brandolini d'Adda, con Lady Goga, e con un'amica a Saint Tropez)