Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Resnais, mon amour

Sabine Azéma, per trent'anni moglie, amica e musa del grande regista francese.

di Giuseppe Turani |

Lei è un’elegante signora di 67 anni, quasi ignota al grande pubblico, ma per la rivista GlamMag è la donna più sexy del 2016. Secondo un’altra rivista (“People with money”) è l’attrice più pagata dell’anno: 58 milioni di dollari.

Si chiama Sabine Azéma (Parigi, 1949) e solo gli appassionati di cinema la conoscono. Ha una bellissima chioma di  capelli rossi, uno sguardo vivacissimo e una vitalità da far invidia a una ventenne. Ha studiato per fare l’attrice perché questo è il mestiere che voleva fare, ma lo è diventata quasi per caso. Lei stessa racconta che, finita l’accademia, era andata alla Comédie degli Champs Elysées alla ricerca di una particina, giusto per campare. Appena l’ha vista, il direttore del teatro, senza nemmeno salutarla, le ha chiesto se era un’attrice e quindi di correre a comprare il testo, nel pomeriggio sarebbe stata Euridice, la protagonista. Un successo.

Lei stessa ha confessato di conoscere quella parte a memoria perché l’aveva sempre recitata, da sola, fra le pareti di casa. Lo aveva fatto perché, in quegli anni, tutte le giovani attrici sognavano di fare un personaggio così pieno di amore e di sentimenti. E, forse, lo recitavano in casa, sperando un giorno di poterlo fare sul palcoscenico.

Nella sua biografia c’è un primo matrimonio, ma non è molto importante e infatti dura poco. La sua vita cambia all’inizio degli anni Ottanta, quando è sulla trentina e incontra il suo destino, e cioè il regista Alain Resnais, uno dei più raffinati e sofisticati del cinema francese.

Confessa di aver visto un film di Alain, “Muriel”, a 16 anni e di esserne rimasta impressionata. Un ragazzo che aveva recitato nel film le aveva detto che Alain era meraviglioso, una persona straordinaria. Decide in quel momento che dovrà conoscere questo Resnais, prima o poi. Lui è stato il regista di parecchi film, due dei quali molto noti: “Hiroshima mon amour” e “L’anno scorso a Marienbad”. Due film dalle trame quasi impossibili, ma straordinari.

Più tardi Sabine racconterà che Resnais adorava gli attori, al punto di essere diventato regista per poterli conoscere e andare a prendere il caffè con loro. Prima faceva il montatore, ma non andavano mai a trovarlo.

Quando Sabine e Alain si incontrano è l’amore. Ci sono quasi trent’anni di differenza, ma nessuno dei due vi fa caso. Non si lasceranno mai più, nemmeno un giorno, staranno insieme tutta la vita, per oltre trent’anni. Lei sarà l’attrice preferita dei suoi film, la sua musa, la sua compagna, e ogni volta saranno opere straordinarie. Ma non destinate al grande pubblico.

E infatti è per questo che Sabine, bellissima ancora oggi e bravissima, non è popolare. Tranne qualche eccezione, ha fatto quasi solo i film del marito, non si è mai spogliata e non ha mai dato motivo ai giornali di gossip di occuparsi di lei. Più che una coppia di artisti, quasi una coppia di bravi borghesi. Invece di uscire di casa alla mattina e andare in ufficio, uscivano a andavano a fare film. Lei davanti alla macchina da presa e lui dietro. Sempre loro due.

Questa, d’altra parte, era un po’ la caratteristica di Resnais, che concepiva i suoi film come delle cose fatte in famiglia, quasi sempre con gli stessi attori.

Il più presente è stato Pierre Arditi, con il quale Sabine ha interpretato molti film e con il quale ha maturato una grande amicizia.

Lei stessa ha detto: è stato Alain a farci conoscere, aveva capito subito che saremmo stati una grande coppia dello schermo. Poi siamo diventati così amici che non ho mai capito perché non ho sposato Pierre. Forse perché ero già sposata con Alain.

Dopo la morte di Resnais, Pierre per qualche mese scompare non si sa bene perché. Poi chiederà scusa pubblicamente a Sabine per la sua assenza.

Per due film del marito, “Una domenica nel paese”  e “Mélo” lei vince il premio César come migliore attrice protagonista e sarà poi candidata altre cinque volte. In un paio di film fa anche la regista.

Quando lui ha già novant’anni e presenta un suo nuovo film a Cannes, i giornalisti le chiedono: è vero che il regista ha in cantiere una nuova pellicola, “Amare, bere e cantare”? La risposta sa di amore assoluto, quasi insensato: certo, non avete ancora visto niente di che cosa è capace Alain. Purtroppo, non si saprà mai perché Resnais muore l’anno dopo, sempre con la moglie al suo fianco.

Sabine donna innamorata, bellissima e grande attrice. Ma anche donna d’affari di notevole acume.

Risulta essere stata quella più dotata di soldi nel 2016. E non perché abbia fatto chissà quali film di cassetta. Si ritrova piena di denaro perché ha fatto investimenti di ogni tipo e sempre centrati. Il suo “fatturato” nel 2016 è stato di 58 milioni di dollari, 30 milioni in più rispetto alla seconda classificata. E’ stato calcolato che il suo patrimonio ammonti complessivamente a 185 milioni di dollari. Da dove arriva questo fiume di denaro?

Da molte fonti. Ad esempio ha un accordo con i cosmetici CoverGirl. Ma possiede anche una catena di ristoranti a Parigi: “Le pizze di mamma Sabine”. Fra le sue proprietà risulta anche una squadra di calcio, “Gli Angeli di Parigi”. Inoltre ha una sua marca  di vodka, una linea di profumi per giovani e una linea di moda.

Una donna, Sabine Azéma, difficile da capire. Dotata di grande bellezza e di sicuro talento, decide di fare coppia con uno dei registi francesi più difficili, rinunciando così a una facile carriera da star. E solo l’amore per quello strambo e geniale uomo più vecchio di trent’anni di lei può spiegare una scelta del genere. Ma poi la stessa donna si rivela abilissima negli affari e attenta amministratrice del suo patrimonio.

Un mistero. Un motivo in più per essere suoi fan.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 3 ottobre 2016)