Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pauline, l'amore di Ernest

Ricca e sofisticata, vuole a tutti i costi Hemingway e ne diventa la seconda moglie.

di Giuseppe Turani |

Lei era alta, capelli corti, senza seno, labbra pesantemente dipinte molto truccata, elegante, cattolica e ricchissima (i suoi possedevano di fatto la città di Piggott in Arkansas). Fa la scuola di giornalismo e si trasferisce a Parigi nel 1925 per lavorare a Vogue. Per incarico della rivista va a intervistare Hemingway, che allora è soltanto un giovane scrittore promettente dall’aria molto maschia. Ma è anche sposato e felice con Hadley Richardson,

Pauline Pfeiffer decide subito che vuole quell’uomo e che lo avrà. A un certo punto a Parigi arriva anche sua sorella Virginia, che Hemingway trova più bella e con la quale cerca di mettere su una storia. Ma gli va male: Virginia è una famosa lesbica (diventerà l’amante fissa, il grande amore, di Laura Aschera, notevole violinista torinese trapiantata in America, moglie di Aldous Huxley).

Pauline, sgombrato il campo dalla sorella, comincia a corteggiare gli Hemingway. Li invita tutti e due in ristoranti molto costosi, li fa vivere bene. La sua idea è bizzarra, ma nemmeno tanto. Poiché ha visto che gli Hemingway sono molto innamorati e molto vicini l’uno all’altra, all’inizio pensa di poter avviare un ménage a trois, che per lei sarebbe comunque meglio di niente.

Non si sa se Pauline faccia una proposta precisa o se si limiti a qualche allusione. Ma è probabile che ci siano state solo battute.

La cosa curiosa è che Pauline, così determinata a portarsi via Hemingway, in realtà  non ha quasi esperienza di uomini. Solo un breve amore con un cugino. Ma si rivelerà una buona amante, forse meravigliosa, visto che alla fine Hemingway, pur di stare con lei, divorzierà dalla prima moglie così tanto amata.

I tre, comunque, fanno insieme il rituale viaggio (come lo scrittore faceva ogni anno)  a Pamplona per la fiesta di San Firmin: tori e grandissime bevute. E’ l’occasione per Hadley per mettere in campo le sue seduzioni.

Al ritorno a Parigi, Hadley ha ormai capito che fra i due c’è qualcosa. E ne ha conferma dalla sorella di Pauline, Virginia, a cui lo chiede esplicitamente. La disinvolta e ricca americana vuole a tutti costi suo marito e lui quasi certamente se la sta già portando a letto e pensa solo di portarcela per sempre.

Allora, tornati tutti a Parigi, Hadley fa una proposta di buon senso. Dice ai due: separatevi per cento giorni. Se alla fine avrete ancora voglia di stare insieme, vi concederò il divorzio senza discutere. Viene firmato un impegno su un pezzo di carta. I due, Pauline e Ernest, accettano e le signore partono, separatamente, per gli Stati Uniti.

Ma non passeranno i famosi cento giorni. Al 75 esimo Hadley si arrende e firma le carte del divorzio. Hemingway è libero di portare all’altare la sua amata. Si sposeranno a Parigi il 27 maggio del 1927, e poiché Pauline è cattolica e su questo non transige, Ernest deve convertirsi al cattolicesimo. Non è accertato, ma probabilmente la ricca e sofisticata Pauline è stata presa  a modello da Hemingway per disegnare Lady Brett in “Fiesta”, esattamente come la moglie successiva, la corrispondente di guerra Martha Gelhorn, servirà per qualche personaggio di “Per chi suona la campana” (che viene a lei dedicato).

Anche se sposato con Pauline, Hemingway conserva di Hadley ricordi importanti. Un giorno l’incontra per caso a Parigi, la invita a bere in un ristorante, e le confessa: “Ti ho sempre amata e ti amerò sempre. Ogni donna di cui scriverò nei miei libri avrà sempre sempre una parte di te”. Si salutano e non si rivedranno  mai più.

Intanto, Pauline e Ernest nel giro di un anno hanno un figlio. Poi un altro. Ma i medici (sono stati parti difficili) dicono a Pauline di non fare più  bambini. Da brava cattolica è contraria al controllo delle nascite e quindi impone a Hemingway il coitus interruptus, con molti malumori da parte dello scrittore, al punto che ogni tanto si rivela impotente (problema che lo seguirà poi per tutta la vita).

Già a metà degli anni Trenta comunque il matrimonio con Pauline si sfascia. Ernest ha conosciuto Martha Gellhorne, di cui è innamoratissimo, divorzia e la sposerà. Salvo scoprire poco dopo che Martha è una corrispondente di guerra migliore di lui e che quindi non è mai nel loro letto, è in giro a scrivere reportage. E infatti divorzierà anche da lei, dopo una lettera molto risentita.

Ma il suo matrimonio con Pauline, anche se finito, non gli dà tregua. Il secondo figlio, Gigi, ha serie difficoltà di identità sessuale: ancora giovanissimo cerca di vestirsi con gli abiti della madre. E porterà Hemingway, maschilista se mai ve ne fu uno, a confessare: “rappresenta il lato più oscuro della nostra famiglia”.

L’atmosfera dentro la coppia, ormai divisa, diventa rovente quando il 29 settembre 1951 Gigi viene arrestato nel bagno delle donne di un cinema di Los Angeles. Ufficialmente si tratta di un arresto per droga, ma si tratta di omosessualità.

Quando il giorno dopo Pauline viene raggiunta da una telefonata del figlio, si precipita a Los Angeles e si accampa a casa della sorella Virginia e della sua amante Laura Archera. C’è un caos di telefonate con il figlio, gli avvocati e l’ex marito Ernest.

A mezzanotte Pauline si sveglia urlando dal grande mal di testa. Virginia e Laura la portano di corsa in ospedale e finisce immediatamente in sala operatoria.

Alle tre della mattina i medici possono solo constatare la morte di Pauline, ancora sul tavolo operatorio per shock.

All’inizio un po’ tutti attribuiscono la sua morte alla disavventura del figlio e alle telefonate con proprio affettuose di Hemingway, ma più tardi si scoprirà che aveva un tumore. Lo stress probabilmente ha solo accelerato le cose.

Pauline non è mai stata molto amata dai lettori di Hemingway perché vista come quella che soffia l’uomo a una signora per bene come Hadley, ma va detto che lei rinuncia da subito alla propria  carriera e si dedica interamente a Ernest, gli legge i testi, gli dà consigli, vuole che diventi un grandissimo scrittore. Probabilmente perché le piace l’idea di essere la moglie di un famoso autore di libri. Ma rimane il fatto che le opere migliori di Hemingway sono state scritte durante il matrimonio con Pauline.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 19 settembre 2016)